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Professionisti tecnici, in arrivo un superalbo? Intervista a Armando Zambrano, Presidente CNI
11/06/2012

Intervista a:
Armando Zambrano
Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

 

 


 

Tra le tante novità introdotte dal Decreto Liberalizzazioni in materia di professioni, vi sono alcune abrogazioni e modifiche di coordinamento sul comma 5 dell'articolo 3 del decreto-legge 138/2011. In particolare viene previsto l’inserimento di un richiamo espresso alla riduzione e all’accorpamento, su base volontaria, fra professioni che svolgono attività similari.

L’accorpamento di categorie similari consentirebbe una notevole riduzione dei costi di amministrazione degli ordini professionali a livello provinciale, regionale e nazionale, con una conseguente riduzione dei costi anche per i professionisti.


Presidente Zambrano, cosa pensa di questa modifica introdotta dal Decreto?
Sicuramente ogni semplificazione è positiva, purché si rispettino le norme e le politiche vigenti.

Pensata in questi termini, senza specificare principi in base ai quali definirla, la possibilità di accorpamenti potrebbe sembrare una sorta di “condono” per mettere insieme diplomati e laureati?
C'è un tentativo, attraverso l'accorpamento, di portare ad un livello maggiore di competenze i geometri ed i periti. In linea di principio credo sia una buona cosa, a patto che si passi per un percorso universitario e non si adottino scorciatoie, come la partecipazione a corsi di formazione promosso internamente dai loro collegi.

Quali sarebbero le regole da fissare perché l’accorpamento di categorie similari possa essere compiuto nel migliore dei modi?
Le regole sono:
L'albo accorpato non può prendere il nome di alcuna categoria professionale Che non si modifichino gli attuali percorsi per le lauree triennali Che le competenze professionali restino quelle di origine Che venga mantenuta la possibilità di decidere a quale albo iscriversi secondo quanto previsto dal 328.

Da alcune sue dichiarazioni, lei vedrebbe favorevolmente più un accorpamento con architetti e periti che non una fusione. Se sì, in quali termini?
Avrebbe più una sua logica l'accorpamento di categorie verticale. Questo significa che all'interno di un albo unico ci sarebbero più soggetti che operano nello stesso ambito, ma mantenendo i tre livelli di competenze, come avviene in questo momento.
 

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