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Sistemi radianti a pavimento negli edifici da riqualificare
05/06/2015
Clara Peretti

In Italia la maggior parte degli edifici esistenti è costituita da abitazioni realizzate negli anni del dopoguerra. Nonostante la grande varietà di tipologie edilizie un fattore comune sono gli elevati consumi energetici. Esistono soluzioni che permettono di migliorare il comfort termico e di ridurre i consumi elettrici e di combustibile, come indicato nelle attuali linee guida europee che prevedono sensibili riduzioni di emissioni di CO2 favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili.
La dimensione del risparmio sulla bolletta energetica dipende dall’entità dell’intervento di riqualificazione ma, comunque, un’accurata scelta delle tecnologie più innovative può garantire la massima efficienza degli impianti. Tra i sistemi di emissione gli impianti radianti presentano notevoli potenzialità, sia per il raggiungimento del comfort interno, sia per gli obbiettivi di risparmio energetico richiesti dalla legislazione.


SISTEMI RADIANTI A PAVIMENTO: TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE

Diverse sono i vincoli che si devono tenere in considerazione quando si progettano le riqualificazioni. A questi si sommano le richieste da parte della committenza. Unendo questi due aspetti si possono determinare le linee guida per la scelta dei sistemi impiantistici da installare, in modo da rispondere puntualmente a tutte le richieste. Nello schema di seguito sono riportati alcuni esempi di requisiti e vincoli per edifici da riqualificare.


Figura 1. Requisiti e richieste per la riqualificazione degli edifici

La grande varietà di tipologie di sistemi radianti a pavimento, parete e soffitto può rispondere a tutti i requisiti elencati in Figura 1. Particolare interesse viene oggi dedicato ai sistemi a bassa inerzia, caratterizzati da brevi tempi di risposta e da spessori ridotti.

I sistemi radianti a pavimento a basso spessore si differenziano per la tipologia di ancoraggio allo strato isolante (se presente) e per il materiale dello strato di supporto. In Figura 2 è rappresentato un confronto tra un sistema radiante tradizionale (a sinistra) e un sistema a basso spessore (a destra). Lo spessore complessivo può variare in funzione della tipologia dello strato di supporto, che può essere realizzato con uno dei seguenti materiali: massetto fluido o autolivellante (3 cm), doppia lastra in acciaio (2 mm), massetti a secco (2.5 cm).


Figura 2. Confronto degli spessori tra un sistema radiante tradizionale (a sinistra) e basso spessore (a destra)


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