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Digital Forensics: le Best Practices per l’acquisizione della prova informatica
09/01/2017
Michele Vitiello

Introduzione alla Digital Forensics

LA PROVA DIGITALE
Esistono varie enunciazioni per definire cos’è in concreto una PROVA DIGITALE e tra le più importanti ne spiccano due, la prima è stata formulata dall’International Organization on Computer Evidence (IOCE) secondo la quale la electronic evidence “è un’informazione generata, memorizzata e trasmessa attraverso un supporto informatico che può avere valore in Tribunale”, la seconda è stata adottata dallo Scientific Working Group on Digital Evidence (SWGDE) per cui costituisce digital evidence “qualsiasi informazione, con valore probatorio, che sia o meno memorizzata o trasmessa in un formato digitale”.

All’interno di questa cerchia possiamo trovare anche tutti i dati in formato analogico come ad esempio le audio e video cassette, le pellicole fotografiche e le telefonate compiute attraverso la rete pubblica: tutte fonti di prova che possono essere “digitalizzate”, ma che non nascono in formato digitale.

LEGGE N° 48 DEL 18 MARZO 2008 E BEST PRACTICES PER L’ACQUISIZIONE DELLA PROVA INFORMATICA
L’entrata in vigore della LEGGE N° 48 DEL 18 MARZO 2008 ha di fatto sancito l’introduzione dei principi fondanti della computer forensics all’interno del nostro ordinamento, prevedendo importanti aspetti legati alla gestione delle digital evidence che, per loro natura, presentano caratteristiche di estrema volatilità e fragilità.

Seppur il legislatore si sia mosso cautamente nell’introdurre i nuovi principi per l’assunzione delle prove informatiche, non indicando cioè nel dettaglio le modalità esecutorie da applicare nell’utilizzo di tali istituti, si è comunque focalizzata l’attenzione su due basilari aspetti, sicuramente più vincolati al risultato finale che non al metodo da utilizzare, ovvero la corretta procedura di copia dei dati utili alle indagini e la loro integrità e non alterabilità in sede di acquisizione.

BEST PRACTICES DA SEGUIRE NELLA DIGITAL FORENSICS
Le fasi principali che caratterizzano l’attività e le BEST PRACTICES DA SEGUIRE NELLA DIGITAL FORENSICS possono essere riassunte nell’individuazione, preservazione, acquisizione, analisi e correlazione dei dati assunti, oltre che in una completa ed esaustiva documentazione di quanto effettuato nelle singole fasi.

Le procedure di individuazione ed isolamento contemplano una fase descrittiva, che prevede il sopralluogo con un puntuale inventario delle evidenze rinvenute, ed una fase tecnica, che ha lo scopo di impedire qualsiasi interazione dei reperti con l’ambiente circostante sino alla successiva fase di acquisizione.

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Dott. Ing. Michele Vitiello
Dottore in Ingegneria delle Telecomunicazioni, Perfezionato post Laurea presso l’Università di Milano in Computer Forensics e Investigazioni Digitali,

Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia
Commissione per l’Ingegneria Forense
Perito del Giudice, CTU, Consulente della Procura della Repubblica, Ausiliario di Polizia Giudiziaria.
 

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