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Pavimentazioni stradali drenanti a bassi spessori: come risolvere il problema delle radici delle piante
16/05/2017
Ernesto Boni

Modalità d'intervento contro le radici delle piante che sollevano il manto stradale

Le radici delle piante: un problema sulla viabilità a livello nazionale
Il tema sul quale vogliamo attirare la Vostra attenzione riguarda il grave problema rappresentato dalle radici delle piante che sollevano il manto stradale creando danni, anche gravi, alle cose ed alle persone come spesso riportato dalla stampa nazionale.
Va tra le altre ricordato che un altro grave danno viene oggi perpetrato sul territorio nazionale con il taglio di specie arboree secolari, sottraendo al paesaggio italiano una delle caratteristiche che lo contraddistingue, un patrimonio arboreo che ricordiamo è anche posto a salvaguardia delle condizioni microclimatiche e quindi della salute dei cittadini.
In questo contesto si nota una carenza di conoscenze tra i diversi operatori del settore, Amministrazioni Pubbliche, Agronomi, Forestali, ecc. come poter intervenire per risolvere definitivamente il problema.
Il pacchetto stradale drenante (strato di finitura più sottofondo) crea le condizioni ottimali per lo sviluppo e la vita della pianta, risolvendo in modo definitivo il problema rappresentato dalle radici.

Le pavimentazioni “drenanti” a bassi spessori (spessore che va da 5 cm. a massimo 8 cm) garantite con minimo 20 Mpa alla compressione sono state ideate e vengono progettate per realizzare ogni tipo di pavimentazione stradale e rispondere alle esigenze legate al transito veicolare di mezzi leggeri, medi e pesanti ed allo stesso tempo a salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio. Sono pavimentazioni in grado di ripartire i carichi trasmessi dal piano viabile, siano essi concentrati o ripartiti. Ne consegue che la sovrastruttura risulta poco sollecitata a vantaggio di una maggiore stabilità e durata a fatica nel tempo. Il mix design viene studiato prevedendo una percentuale di vuoti nella miscela tale da garantire il corretto equilibrio tra permeabilità, isolamento acustico e termico e quindi particolare resistenza agli agenti atmosferici, ai fenomeni di gelo e disgelo ed ai trattamenti antigelo.

Altri tipi di pavimentazioni ad alti spessori a base cementizia vengono progettati con spessori che di norma sono di 15 cm. Lo spessore alto del massetto ha il suo primo lato negativo nel peso proprio che va ad insistere sul sottofondo, dove la portata complessiva del sottofondo è sempre la stessa ma il carico che viene sopportato nell’uso è inversamente proporzionale allo spessore. Allo stesso modo il modulo elastico è tanto minore quanto maggiore è lo spessore. In definitiva la pavimentazione con uno spessore di 15 cm avrà una rigidità molto più accentuata di una pavimentazione con minore spessore ed ovviamente una capacità di assorbire eventuali avvallamenti del terreno praticamente nulla. Le variazioni dovute alle dilatazioni termiche saranno più accentuate negli spessori maggiori e ciò comporterà il verificarsi di fessurazioni più diffuse. Spessori maggiori richiedono movimenti di materie maggiori, scavi e cassonetti di dimensioni maggiori e quindi maggiori costi. Il concetto primario dovrà quindi essere quello dell’utilizzo di materiali più prestazionali con sezioni molto più sottili. Dette pavimentazioni prevedono spesso l’utilizzo di resine e di fibre.


Per approfondire e conoscere le caratteristiche delle pavimentazioni drenanti è possibile vedere l’articolo pubblicato su INGENIO nel maggio del 2016 (vedi link: http://www.ingenio-web.it/Articolo/4073/Pavimentazioni_stradali__drenanti__eco_compatibili_a_bassi_spessori.html)


La bonifica di aree stradali con presenza di radici
Molto spesso si riscontra il fenomeno di risalita sul manto stradale di radici di piante insistenti nelle aree limitrofe alla carreggiata. Il fenomeno causa la rottura della pavimentazione, la deformazione della superficie con conseguente grave pericolo per il traffico veicolare.
La causa che spinge la pianta a far risalire le proprie radici in superficie è l'impermeabilizzazione del suolo che non permette il passaggio dell'acqua e dell'ossigeno che sono condizione essenziale per il nutrimento e la sopravvivenza della pianta.
La pavimentazione e relativo sottofondo proprio perché altamente drenanti permettono il passaggio dell'acqua e dell'ossigeno creando tutti i presupposti per consentire alla pianta la normale sopravvivenza.
Resta comunque il dilemma di come porre rimedio alle situazioni esistenti che da un lato non permettono il normale transito su un manto molto deformato e dall'altro è impensabile tagliare tutte le radici che sono risalite in superficie.
La risoluzione di questo problema è possibile disponendo di specifiche competenze tecniche in ambito stradale e procedendo come di seguito indicato.
1)  Bisogna rimuovere la pavimentazione in conglomerato bituminoso ammalorata sino ad intercettare le radici superficiali della pianta.
2)  Livellare il fondo con misto granulare stabilizzato sino a coprire per circa 3-5 cm la sommità delle radici
3) Posare sul fondo così realizzato il tessuto non tessuto
4) completare lo strato di misto granulometricamente stabilizzato con spessore idoneo a seconda del tipo di traffico che la pavimentazione sarà chiamata a sopportare
5) Risvoltare lateralmente i lembi del tessuto non tessuto
6) Procedere alla compattazione del fondo
7) Procedere alla realizzazione della pavimentazione stradale e del sottofondo con spessori adeguati al tipo di traffico che sarà chiamata a sopportare.

Detto intervento sarà risolutivo, le radici percepiscono la presenza del TNT al quale sono intolleranti e disponendo di tutti gli elementi necessari alla loro nutrizione anziché salire in superficie scenderanno in profondità. E’ comunque sempre richiesta un’adeguata valutazione di stabilità della pianta e dell’apparato radicale da tecnico abilitato. 

immagini intervento:


 Foto 1 – Radici in via S. Francesco d’Assisi, Loreto


Foto 2 – Radici Pino Marittimo


 Foto 3 – Fondo preparato


Foto 4 – Lavoro ultimato

 

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