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Pavimenti in resina per esterni
19/05/2017
Andrea Invernizzi

I rivestimenti resinosi per pavimentazioni, siano essi utilizzati in ambito industriale, commerciale o residenziale, vengono per lo più applicati e utilizzati in interno.
L’utilizzo di tali soluzioni per pavimentazioni esterni è reso più problematico a causa dell’esposizione ai raggi UV solari, agli sbalzi termici e alle intemperie, sollecitazioni che si aggiungono a quelle che già la pavimentazione dovrà subire una volta in uso. Non ultimo, nel caso di rivestimenti applicati su massetti poggianti direttamente su terreno, può risultare più presente il problema delle risalite capillari di umidità.

A oggi possiamo dire che solo una minima parte dei rivestimenti resinosi per pavimentazioni viene utilizzata in esterno. Possiamo riassumere le casistiche più frequenti come segue:

- rivestimenti di parcheggi
- rivestimenti di marciapiedi, via di camminamento, ecc.
- rivestimenti chimico-resistenti

RIVESTIMENTI DI PARCHEGGI

I rivestimenti resinosi di pavimentazioni di parcheggi hanno lo scopo di proteggere la superficie dalle aggressioni meccaniche dovute al transito di mezzi gommati e dalle aggressioni chimiche di eventuali oli, lubrificanti, carburanti e, soprattutto, Sali disgelanti. A tutto ciò si somma l’effetto aggressivo dovuto alla componente UV della luce solare e all’esposizione alle intemperie. 
Lo scopo del rivestimento, in tali casi, è anche quello di impedire la penetrazione di liquidi e acqua meteorica nel massetto sottostante. L’acqua potrebbe infatti innescare fenomeni di osmosi e distacco del rivestimento, ma sarebbe anche veicolo di trasporto dei cloruri dei Sali disgelanti che diventerebbero potenzialmente pericolosi per i ferri di armatura potendo innescare un processo di corrosione, chiamato “pitting”, che può causare una drastica riduzione della sezione del ferro con conseguente collasso strutturale del solaio. Sono problemi che non esistono solo sulla carta, ma che hanno, purtroppo, una triste lista di eventi già accaduta.
Diventa pertanto importante sviluppare sistemi resinosi che possano sopportare i normali movimenti di dilatazione e contrazione dovuti alle variazioni di temperatura del sottofondo, siano esse frequenti ma di minore entità (sbalzo termico giorno/notte) siano essi a più lungo termine ma di intensità maggiore (sbalzo termico Estate/inverno). 
Pertanto i sistemi resinosi per parcheggi in esterno devono possedere elevata elasticità combinata a elevata durabilità e resistenze chimiche e meccaniche. Sono proprietà contrastanti tra loro, motivo per cui, normalmente, tali sistemi vengono realizzati in più strati, devolvendo a ciascuno di essi un compito specifico. 
Tali soluzioni prevedono per lo più uno strato di base molto elastico, normalmente resina poliureatanica o poliurea, che funge da impermeabilizzate, sul quale si sovrappone uno strato più resistente ma comunque flessibile, anch’esso poliuretanico o poliurea come il precedente, che dovrà sopportare il traffico dei veicoli. Tale strato, che deve essere realizzato con un profilo ruvido per garantire un ottimale potere antiscivolo alla superficie, viene finito con una mano di resina poliuretanica alifatica colorata che ha la proprietà di resistere molto bene all’esposizione diretta dei raggi solari. 
Il sistema nel suo complesso garantisce il cosiddetto effetto “crack-bridging”, ossia la capacità di far ponte sui movimenti delle fessure del sottofondo, siano esse già presenti o di nuova formazione. Va detto, ovviamente, che questa capacità è valida entro certi limiti di movimento delle fessure. Il potere crack-bridging, misurabile e classificabile, si riferisce all’intero pacchetto del sistema resinoso, ma è principalmente conferito dallo strato più elastico di base. Può pertanto succedere che si presentino fessure di lieve entità sullo strato d’usura superiore di usura, più rigido, ma che lo strato sottostante che funge da membrana sia ancora perfettamente integro e continuo, mantenendo la sua proprietà impermeabilizzante.

RIVESTIMENTI PER MARCIAPIEDI, VIE DI CAMMINAMENTO, ECC.

Tali rivestimenti non differiscono molto dai precedenti descritti. Anch’essi sono soggetti all’azione delle intemperie e delle aggressioni meccaniche, principalmente per traffico pedonale e, occasionalmente, di veicoli.

In tali situazioni si utilizzano sistemi in genere a base di resine poliuretaniche, elastiche, ma con consumi e spessori normalmente inferiori a quanto non si realizzi per le aree di parcheggio. Il sistema più semplice prevede un primer seguito da una semina di sabbia di quarzo per conferire la caratteristica antiscivolo, seguito da una finitura poliuretanica alifatica colorata, UV resistente. L’esigenza di avere un sistema con elevata capacità di crack-bridging viene sovente meno, soprattutto perché, per la maggiore, trattasi di pavimentazioni poggianti su terreno. 

Da valutare attentamente, in questi caso, il rischio di potenziali risalite capillari di umidità che potrebbero innescare fenomeni di sbollatura e distacco del rivestimento resinoso impermeabile.

RIVESTIMENTO CHIMICO RESISTENTI
Costituiscono una netta minoranza rispetto ai precedenti, ma per le loro caratteristiche e prestazioni peculiari meritano una nota di attenzione. 

Sono situazioni tipiche le aree di carico e scarico di sostanze di varia natura, o dove avvengano riempimenti e svuotamenti di cisterne, per le quali sia frequente la caduta accidentale di aggressivi chimici che corrodono il sottofondo cementizio. Normalmente tali interventi sono di natura manutentiva, piuttosto che preventiva, pertanto anche le tempistiche di intervento sono importanti.

Le caratteristiche richieste al sistema resinoso sono di avere elevatissime resistenze chimiche e meccaniche e rapidità di posa e indurimento.

Queste caratteristiche sono tipiche dei sistemi a base di poliuretano-cemento, una famiglia di prodotto che si applica in 1-2 strati a dare rivestimenti di 3-9 mm caratterizzati da elevatissime prestazioni e rapidi tempi di messa in esercizio.

Trattasi di prodotti che subiscono un rapido ed evidente ingiallimento se esposti alla luce diretta del sole, ma questo fenomeno non pregiudica minimamente le loro prestazioni e resistenze. E, in questi casi, la qualità estetica è davvero l’ultima delle caratteristiche richieste.

 

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