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Pilastri Prefabbricati in calcestruzzo centrifugato
08/09/2017
Livio Izzo

Una tecnologia molto interessante in un quadro normativo che resiste alle innovazioni.

La tecnologia del calcestruzzo centrifugato nasce con i pali, cui si addice perfettamente. L'utilizzo di questa tecnologia per produrre pilastri strutturali è nata solo in tempi relativamente recenti e, a tutt'oggi, i pilastri centrifugati risultano ancora prodotti "innovativi", cioè non coperti da una norma di prodotto armonizzata e, quindi, producibili solo se "normati" da un ETA (European Technical Approval). Infatti, a fronte di concreti vantaggi, rimangono parecchi aspetti di tipo non tradizionale per il loro inserimento in una struttura.

Durante il processo di aggiornamento della UNI EN 13225 (Elementi strutturali lineari), sfociato nella attuale versione del 2013 (2015 versione italiana), ero un componente della UNI CIS GL3 Elementi Prefabbricati in Calcestruzzo. Con molta fatica si era arrivati ad una bozza finale che comprendeva anche la normazione di questi pilastri, fortemente voluta dai tedeschi che sono più avanti di tutti, ma poi, considerando questo argomento ancora non "maturo", tutto il paragrafo è stato cassato, per non ritardare l'aggiornamento della norma, rinviandolo all'aggiornamento successivo (che però ancora deve partire).
Vediamo brevemente come funziona e cosa promette questa interessante tecnologia.

La gabbia ed il cls vengono posati in un cassero chiuso su tutti i lati (normalmente, quindi, si tratta di un cassero su tre lati con un coperchio da serrare a ferro) successivamente inserito in una centrifuga che è composta da un tubo di diverso diametro (da poche decine di centimetri a qualche metro) che viene fatto ruotare attorno all'asse agendo su una direttrice per mezzo di ruote dentate poste lungo la circonferenza.

La forma del cassero, quindi, è assolutamente libera (quadrato, rettangolare, circolare, ogivale, poligonale etc.) purché contenuta nella centrifuga adatta (normalmente in uno stabilimento si tengono centrifughe di svariati diametri.

Dopo la centrifugazione, il cls risultante ha alcune caratteristiche specifiche che riguardano la resistenza (molto alta; può superare i 100 Mpa!) e la rugosità (la superficie si presenta liscia come se fosse stata levigata. Quest'ultima caratteristica comune a tutta la superficie esterna senza eccezioni, accompagnata dall'utilizzo di inerti e cemento pigmentati (oltre che con casseri di forma qualsiasi), permette un aspetto estetico di sicuro impatto architettonico!

A fronte di ciò, si crea inevitabilmente un vuoto, nella parte centrale del pilastro, che va gestita strutturalmente o considerando la sezione resistente parzializzata o riuscendo a colarci dentro del cls in opera. 

...continua la lettura nel pdf.

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