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Ford: la realtà aumentata per progettare le auto, risparmiando
27/09/2017
Redazione INGENIO

Gli ingegneri di FORD provano con le HoloLens di Microsoft le nuove idee e innovazioni in digitale prima di creare i prototipi “materiali”

Uno dei grandi problemi dell’industria automobilistica, che ne ha segnato il lento ciclo di innovazione, è quello della ricerca e sviluppo di nuovi modelli e tecnologie. Alla base di ogni ricerca vi è sempre una complessa attività che trova nella prototipazione e nella realizzazione dei conseguenti test uno dei costi di maggiore entità.

Per questo motivo fino a qualche tempo fa, ingegneri e tecnici avevano ridotte capacità di testing su nuove idee e concept ipotizzati, perché troppo onerosi da realizzare, soprattutto se non integrati nel modello finale.
Con la stampa 3D si era già fatto un passo avanti nella riduzione di costi e tempi, ma adesso le cose vanno anche oltre. Tramite l’utilizzo degli HoloLens di Microsoft, Ford sfrutta la realtà aumentata per provare la fattibilità di certe innovazioni sui propri veicoli già in fase digitale, soprattutto in termini di design.
“Con gli occhialini possiamo viaggiare direttamente nelle riproduzioni virtuali per decidere se una via è percorribile o meno” – ha spiegato Michael Smith, design manager di Ford.

Oltre all’aspetto esteriore, i tecnici di Ford usano gli HoloLens anche per valutare assetti e valori fisici, concreti, attraverso un software che riesce ad analizzare la fattibilità dei carichi, individuando rapidamente le inefficienze e analizzando le soluzioni.  L’importanza non è solo quella di accelerare sull’adozione di nuove tecnologie e dinamiche dentro e fuori il veicolo ma anche di incentivare la collaborazione tra i team: “Gli HoloLens permettono a gruppi distanti di scambiarsi idee e opinioni, condividendo esperienze e progetti in maniera globale – ha detto Elizabeth Baron, Ford virtual reality e advanced visualization technical specialist- mischiare modelli virtuali e reali è molto interessante, perché aiuta i nostri designer e ingegneri a esprimere davvero le diverse concezioni di futuro, mostrando ciò che potrà diventare l’automotive nei prossimi anni”.

FONTE: http://www.datamanager.it

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