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Ricostruzione post terremoto: erogati 1.2 miliardi di fondi europei. Il dettaglio
del 10/11/2017

Fondi europei per la ricostruzione nei territori dell'Italia centrale colpiti dal sisma 2016: erogato il contributo del Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE) per un totale di 1.2 miliardi di euro

La Commissione UE ha trasferito - in data 6 novembre 2017 - all'Italia gli 1.2 miliardi di fondi per la ricostruzione delle zone del Centro Italia colpite dal sisma 2016: si tratta del Fondo di Solidarietà UE, che ha lo scopo di sostenere gli Stati membri dell’Ue colpiti da catastrofi naturali, richiesto dall’Italia il 16 novembre 2016 per far fronte ai danni e ai costi causati dagli eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno interessato l’Abruzzo, il Lazio, le Marche e l’Umbria.

Lo ha reso noto il Dipartimento di Protezione Civile, ricordando che per l’intera sequenza sismica, dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio 2017, la stima dei danni ammonta a circa 22 miliardi di euro.

Le coperture
Gli interventi che il Fondo coprirà riguardano 4 principali attività emergenziali:

  1. misure di assistenza alla popolazione rimasta senza casa: più di 582 milioni di euro, quasi la metà del contributo stesso, saranno utilizzati per sostenere i costi dei Contributi di Autonoma Sistemazione (CAS), della sistemazione alberghiera, delle Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), dei Moduli Abitativi Provvisori Rurali (Mapre), delle stalle e dei fienili.
  2. interventi di ripristino delle infrastrutture della rete viaria previsti nel Piano ANAS (1° e 2° stralcio), interventi di riparazione immediata negli edifici scolastici e realizzazione di strutture scolastiche temporanee, per un totale di 316 milioni e mezzo;
  3. interventi di messa in sicurezza e protezione del patrimonio culturale a cura del Mibact e delle Regioni, per circa 208 milioni;
  4. attività di gestione, rimozione e smaltimento delle macerie, per 89 milioni.

Secondo il Regolamento, il contributo dovrà essere utilizzato entro un periodo di diciotto mesi a decorrere dalla data del 6 novembre scorso. La parte di contributo finanziario che non sia stata impiegata entro tale termine o che sia stata utilizzata per operazioni non ammissibili, viene recuperata dalla Commissione a carico dello Stato beneficiario. Entro i 24 mesi dalla ricezione del contributo inoltre lo Stato beneficiario dovrà presentare una relazione sullo stato di attuazione del contributo con la relativa rendicontazione.

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di Matteo Peppucci
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