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Decreto sul BIM: i tempi si allungano. Provvedimento in consultazione
del 06/03/2017

Il decreto sul BIM sarà sottoposto al giudizio del mercato e quindi i tempi slittano: la commissione del MIT è divisa sui riferimenti alle norme Uni e la qualificazione delle stazioni appaltanti

Il decreto che fissa i criteri per l'obbligo del BIM negli appalti ha bisogno di più tempo. E' quanto emerge dai lavori di 'scrittura' della speciale commissione del MIT, che ha deciso di sottoporre il provvedimento al giudizio del mercato e, solo dopo la consultazione, di dare l'ok.

I problemi, o meglio le non 'convinzioni totali', sono riferite in particolare a norme UNI, inserimento dei requisiti di qualificazione per le PA e ritocco alle modalità di entrata in vigore. Ecco perché la previstra scadenza di fine febbraio non è stata rispettata e bisogna aspettare ancora qualche settimana. Vediamo nel dettaglio i punti controversi.

  1. Indicazione di norme UNI in materia di BIM: per alcuni all'interno del decreto vanno inseriti i riferimenti, per altri no. Per i favorevoli, si tratterebbe di un riferimento 'volontario' per collegarsi alla norma tecnica italiana di riferimento; per i contrari, le norme UNI agiscono in ambito privato mentre il provvedimento si riferisce agli appalti pubblici e pertanto sono inopportune;
  2. Modalità di entrata in vigore dell'obbligo: la questione non verte tanto sul calendario progressivo delle opere 'obbligate', quanto sulla tiplogia di stazione appaltante. L'obbligo del BIM, secondo alcuni, andrebbe parametrato in base alle competenze delle amministrazioni, ad esempio partendo da quelle centrali e poi, a cascata, finendo per inglobare gli enti locali (ovviamente considerando dimensioni e possibilità organizzative);
  3. Qualificazione delle amministrazioni: tra i requisiti potrebbe essere inserito il rispetto delle norme ISO 9001, ossia certificazioni legate al sistema di gestione. Per utilizzare il BIM negli appalti, quindi, le imprese dovrebbero obbligatoriamente ottenere questo riconoscimento. Il dubbio è: più qualità ma anche più costi.
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