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Enea: test sismici sulla resistenza delle strutture in muratura rinforzate con sistemi FRCM-SRG
del 07/03/2017
I recenti eventi sismici dell’Italia centrale hanno mostrato la drammatica vulnerabilità del costruito storico e la conseguente necessità di mettere in atto interventi di prevenzione per la salvaguardia degli edifici e delle vite umane.
 
La risposta sismica delle pareti in muratura sottoposte è stata indagata in una recente sperimentazione su tavola vibrante, condotta dal gruppo di ricerca in Strutture del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre, coordinato dal prof. Gianmarco de Felice in seno al Centro Ricerche ENEA Casaccia, coordinato dall’ing. Gerardo De Canio, e con la partecipazione di Kerakoll SpA, azienda leader mondiale nei materiali per l’edilizia.
 
Due murature in scala reale, rappresentative delle tipologie ricorrenti nei centri storici italiani, sono state  sottopose ad una sequenza di input sismici fino ad una condizione di collasso incipiente.
 
   
 
Le simulazioni sono state condotte con le registrazioni dei terremoti più distruttivi che hanno colpito il nostro paese: Irpinia (1980), Umbra-Marche (1997), L’Aquila (2009), Emilia (2012) ed Amatrice (2016). Le due pareti sono state testate in condizioni di vincolo alla base ed in sommità, per indurre una sollecitazione di flessione verticale, una delle condizioni di maggiore vulnerabilità delle costruzioni esistenti.
 
I campioni sono stati riparati e rinforzati con sistemi FRCM-SRG sviluppati da Kerakoll SpA.
 
Si tratta di una tecnologia innovativa, sostenibile, e rispettosa dei principi della conservazione, particolarmente adatta quindi al miglioramento sismico del patrimonio architettonico.
 
 
I sistemi FRCM-SRG impiegati sono costituiti da tessuti ad alte prestazioni meccaniche applicati alla superficie dei muri con malte a base di calce idraulica naturale. Essi sono in grado di contrastare l’attivazione dei meccanismi di collasso sismico senza incremento di massa, e si prestano ad essere integrati nei lavori di manutenzione ordinaria delle facciate, senza la necessità di evacuare l’immobile. Per la parete in tufo, il rinforzo comprende un tessuto in trefoli di acciaio ad alta resistenza galvanizzati, mentre per quella in pietrame è stata impiegata una rete in fibra di basalto e acciaio inox, con l’aggiunta di connettori trasversali in acciaio.
 
Le pareti rinforzate saranno sottoposte ad una nuova sessione di prove su tavola vibrante, con gli stessi input sismici già utilizzati per i test sui provini non rinforzati, per misurare l’incremento di capacità sismica fornito dai rinforzi.
 
I test saranno eseguiti martedì 7 e mercoledì 8 marzo 2017, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, e vi si potrà assistere in streaming attraverso il laboratorio virtuale Dysco, collegandosi all’indirizzo web http://connect.portici.enea.it/tavibr
 
L’intera attività sperimentale è stata condotta con il sostegno finanziario della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica ReLUIS nell’ambito di un progetto finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito del progetto di grande rilevanza per la cooperazione scientifico-tecnologica Italia-USA CISAH “Composites with Inorganic matrix for sustainable Strengthening of Architectural Heritage”, e della Regione Lazio nell’ambito del progetto CoBRA  “Sviluppo e diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la conservazione dei beni culturali, basati sull’applicazione di radiazioni e di tecnologie abilitanti”.
 
 

 

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di KERAKOLL
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