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LG per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni: opportunità o pericolo?
del 08/03/2017
Entrambi, se non si conosce bene il sistema costruttivo.
 
Così puntualizza l'ASSOBETON, l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi e che, proprio per chiarire come realizzare correttamente gli interventi locali di rafforzamento nelle strutture prefabbricate in calcestruzzo sta sta predisponendo una guida contenente gli aspetti peculiari della progettazione di interventi di riduzione del rischio sismico.
 
Sono state pubblicate il 28 febbraio scorso le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle strutture, contenute nel decreto attuativo del Sismabonus che consentirà lo sgravio fiscale per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici.
 
Gli sgravi sono legati alla variazione della classe di rischio, per la determinazione della quale il documento prevede due metodi: uno convenzionale, concettualmente applicabile a qualsiasi categoria di costruzione, ed uno semplificato, applicabile ad una casistica ben definita.
 
Rientrano nella casistica che può usufruire del metodo semplificato le strutture assimilabili ai capannoni industriali, per le quali è possibile ritenere valido il passaggio di una classe di rischio eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento.
 
Si tratta di un’opportunità?
 
Certamente sì. La facilità con cui è possibile ritenere valido il passaggio di una classe di rischio, che dà la possibilità di accedere ad una detrazione fiscale del 70%, amplierà il numero di interventi su strutture industriali, riducendo notevolmente la vulnerabilità del vasto settore produttivo italiano.
 
La facilità sopra citata è però solo apparente. Indubbiamente il dispendio in termini di analisi numeriche è ridotto, ma non è altrettanto ridotta la facilità con cui realizzare interventi efficaci.
Il documento parla di interventi locali di rafforzamento nel rispetto delle prescrizioni volte ad eliminare:
-        le carenze nelle unioni tra elementi strutturali;
-        le carenze della connessione tra il sistema di tamponatura esterna degli edifici prefabbricati;
-        le carenze di stabilità di macchinari, impianti, scaffalature.
 
Questi sono gli stessi tre punti messi in evidenza dal terremoto dell’Emilia del 2012, che ha messo in ginocchio un vasto comparto produttivo per la maggior parte non progettato per azioni sismiche.
 
E’ sufficiente andare ad aggiungere vincoli, laddove non presenti o comunque non ritenuti efficaci?
 
No. Anzi, può essere molto pericoloso.
 
Nel caso specifico delle strutture prefabbricate in calcestruzzo gli interventi locali di rafforzamento devono essere concepiti nel pieno rispetto della filosofia progettuale originale: introdurre un vincolo meccanico, laddove non presente, potrebbe causare modifiche sostanziali nello schema strutturale, spostare le zone di plasticizzazione in zone non specificatamente predisposte e provocare danni locali o globali non previsti.
 
Le linee guida portano quindi ad una potenziale situazione di pericolo?
 
No. Se ben concepiti e realizzati, gli interventi locali di rafforzamento porteranno sicuramente ad una riduzione della vulnerabilità della costruzione.
 
ASSOBETON, l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi, sta predisponendo una guida contenente gli aspetti peculiari della progettazione di interventi di riduzione del rischio sismico. Si tratta di un documento snello, una sorta di check list destinata ai progettisti per guidarli nella pianificazione, progettazione e realizzazione di interventi su edifici prefabbricati esistenti.
 

A brevissimo il documento sarà reso disponibile agli interessati. 

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di ASSOBETON
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