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Bonus ristrutturazioni edilizie: la nuova guida dell'Agenzia delle Entrate
del 10/03/2017

Bonus ristrutturazioni edilizie: pubblicato il nuovo vademecum dell'Agenzia delle Entrate che illustra regole e modalità da seguire per poter accedere al bonus specifico e tiene conto delle novità sul tema contenute nella Legge di bilancio 2017

E' online, la nuova guida pratica dell'Agenzia delle Entrate sul Bonus Ristrutturazioni Edilizie: il vademecum illustra regole e modalità da seguire per poter accedere al bonus e tiene conto delle novità sul tema contenute nella Legge di bilancio 2017.

Trovano spazio nella guida anche le indicazioni fornite dall’Agenzia nei documenti di prassi sugli adempimenti necessari per richiedere l’agevolazione. Tra le principali novità: la proroga per tutto l’anno 2017 del bonus mobili e del bonus ristrutturazioni edilizie, nuove istruzioni e tempi più ampi per effettuare gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Bonus Mobili e ristrutturazioni: cosa e quanto
Ricordiamo, in merito, che la legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016) ha prorogato a tutto il 2017:

  • la maggiore detrazione Irpef del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, con un tetto massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare;
  • il bonus per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare un immobile ristrutturato.

La detrazione del 50% spetta sulle spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli acquisti che si effettueranno nel 2017 potrà essere richiesta però solamente se è stato effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016.

Interventi antisismici: quali detrazioni?
La guida segnala anche la nuova detrazione d’imposta del 50%, introdotta per il periodo compreso tra il primo gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, legata alle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici che ricadono nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), con un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Si tratta del cd. Sismabonus, che può salire al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se, dalla realizzazione degli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche, deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Sono detraibili anche le spese per la verifica e la classificazione degli immobili, senza poi effettuare lavori di ristrutturazione/miglioramento.

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di Redazione Ingenio
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