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Più qualità dei Bandi con il Regolamento dei Concorsi approvato dagli Architetti
del 27/03/2017
Pier Giorgio Giannelli, Architetto - Ordine degli Architetti di Bologna
 
Gli architetti approvano un Regolamento per promuovere i Concorsi, perchè la qualità delle opere dipende anche e soprattutto dalla qualità del procedimento con cui esse vengono determinate.
 
Venerdì nell’ambito della Conferenza degli Ordini abbiamo approvato il regolamento dei concorsi, frutto del lavoro di un apposito gruppo costituito in seno al CNAPPC composto da alcuni rappresentanti di alcuni Ordini - Andrea Marchisio (Val d’Aosta), Carlo Azzolini (Bolzano), Cecilia Bolognesi (Milano), Vittorio Cecchini (Verona), il sottoscritto (Bologna) e Mario Perini (Firenze) - che si sono dimostrati più sensibili nella materia, coordinati dal Rino Lamendola e Giuseppe D’angelo dell’ufficio di Presidenza. 
 
L’ambito normativo, all’interno del quale ci siamo mossi, e non poteva essere altrimenti, è quello del D.Lgs 50/2016 in combinato con le Linee guida di ANAC, che ci hanno fornito strumenti e spunti di riflessione importanti, ma abbiamo guardato anche cosa fanno altri Paesi e quelle che sono state le best practices di questi ultimi anni in Italia.
La finalità del documento è stata quella di ideare un regolamento che possa costituire una guida per accompagnare, coloro che vogliono intraprendere questo percorso virtuoso, in una scelta consapevole, e che consenta a tutti gli attori del processo, dal Committente ai Partecipanti, di condividere un linguaggio comune e valorizzare al massimo sia la qualità del progetto, che le risorse impegnate.
 
Ci si è concentrati nella razionalizzazione delle procedure; nell’equilibrio tra quanto richiesto ai partecipanti, a livello di investimento in energie economiche ed umane, e quanto messo a disposizione per il montepremi; al riconoscimento del valore curriculare dei premiati e segnalati che in questo modo possono spendere il risultato ottenuto nell’ambito dei requisiti per altri Concorsi od affidamenti e molto altro ancora.
Si è istituzionalizzata la figura del Coordinatore o progettista di Concorso, figura presente in Europa ed in alcuni ambiti Italiani, inquadrabile normativamente come supporto al RUP.
Il Coordinatore è colui che costituisce l’interfaccia tra il Committente ed i Partecipanti, una sorta di garante della procedura che aiuta il Committente in tutto il percorso: dalla fase ideativa, a quelle esecutive, fino al termine del percorso; coadiuva la Giuria e ne cura tutti gli adempimenti. Il Coordinatore è necessario perchè spesso le PA non possiedono le risorse umane interne per organizzare e gestire la procedura in modo del tutto professionale, come può fare una persona appositamente formata.
E’ previsto un forte impegno del sistema Ordinistico nei confronti della società prima di tutto: vi è la volontà di istituire un elenco di professionisti coordinatori, tramite appositi percorsi formativi condivisi, e si prevede che CNAPPC e Ordini forniscano a coloro che ne faranno richiesta, l’assistenza necessaria per la redazione dei bandi e, qualora conformi al regolamento, la cessione temporanea e gratuita della propria piattaforma informatica per la gestione dei Concorsi on-line, che vedrà la luce molto presto.
Il rispetto del regolamento consentirà all’Ente banditore di apporre un sigillo di qualità della procedura appositamente rilasciato dal CNAPPC previo parere dell’Ordine competente, che, per i partecipanti interessati, costituisce una garanzia di serietà del Committente e della competizione. 
Questo non significa necessariamente che un Committente non possa organizzare autonomamente un Concorso e che questo sia in qualche modo penalizzato; proprio per questo motivo a breve vareremo un sistema di rating, basato su criteri oggettivi, che vuole essere un ausilio alternativo per coloro che non vorranno utilizzare la guida.
Il lavoro per promuovere i Concorsi non potrà esaurirsi con questi documenti, ma è importante che tutta le rete degli Ordini collabori affinchè la guida, sicuramente migliorabile, possa diventare uno standard di qualità nel nostro Paese; altrettanto importante è il lavoro che possiamo da svolgere nei nostri territori per far comprendere nel profondo delle nostre Comunità la grande opportunità fornita dal Concorso, e quest’opera di condivisione è necessaria presso la società civile, il mondo dell’associazionismo, le altre professioni e infine quello del livello legislativo, perchè la qualità delle opere dipende anche soprattutto dalla qualità del procedimento con cui esse vengono determinate.
 
Non abbiamo paura della concorrenza, ci piace e ci stimola a dare il meglio di noi stessi, a patto che questa sia vera, sia seria e sia basata unicamente sulla qualità del progetto, ed è bene ribadire che il Concorso non è il cavalluccio a dondolo degli architetti: è una procedura che va a vantaggio delle Comunità locali perchè seleziona opere di qualità della città e del territorio e tutti sappiamo quanto questa sia connessa con la qualità della vita delle persone. Oltretutto, se a monte di tutto, per definire il quadro delle esigenze da soddisfare, viene svolto un percorso partecipativo le Comunità locali sono chiamate a dare un proprio sostanziale apporto contribuendo ad accrescere il senso di appartenenza e la coesione sociale in un momento in cui le spinte disgregative sono piuttosto forti. 

    

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