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Correttivo Appalti verso la Gazzetta con il "problema" Anac: poteri ridimensionati?
del 21/04/2017

Nel testo del Correttivo Scoppia cancellata la "raccomandazione vincolante": Anac mostra fortri perplessità anche su microappalti, massimo ribasso e appalto integrato

Il testo definitivo del Correttivo Appalti, decreto legislativo di modifica del d.lgs. 50/2016 che è stato approvato in via definitiva qualche giorno fa dal Governo e ormai sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale a ore, contiene qualche modifica che ha sortito molte polemiche e rimostranze da parte dell'Autorità Nazionale Anticorruzione e del suo presidente Cantone.

In particolare, all'Anac non piace la cancellazione dal testo della cosidetta "raccomandazione vincolante", atto di raccomandazionecon cui l'Anac, in caso di atti illegittimi delle stazioni appaltanti, invitava la SA ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. In caso di mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità la stazione appaltante sarebbe stata punita con la sanzione amministrativa pecuniaria (che incideva anche sul sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti) variabile da 250 a 25 mila euro posta a carico del dirigente responsabile.

Secondo Raffaele Cantone, interpellato da Repubblica, questo “è il segnale che c'è chi, nei palazzi qua intorno, sta seriamente pensando di ridimensionare l’Anac. Sono perplesso e preoccupato da questa vicenda nel suo complesso, non solo per la norma specifica in sé, ma per come è emersa questa scelta, all'insaputa del Parlamento, perché fatta in questo modo diventa un segnale negativo, quasi un atto ostile nei nostri confronti. Chi è stato? Perché lo ha fatto? Perché ha agito così di nascosto?" si chiede il presidente Anac. "Nessuno può pensare – osserva Cantone - che ci siano stati degli abusi, per la semplice ragione che questa norma non è mai stata utilizzata".

Immediata la replica di Palazzo Chigi, che con una nota ha precisato come non esista “nessuna volontà politica di ridimensionare i poteri Anac”. Il Governo ha precisato anche che nella conversione della manovra correttiva si interverrà "in maniera inequivocabile" per rimediare.

Per onor di cronaca, bisogna però precisare che riserve sulla "raccomandazione vincolante" erano state espresse dal Consiglio di Stato nei pareri sul provvedimento e che ci sono altre 'correzioni' al Codice originale che non sono affatto piaciute all'Anac. Tra le norme cancellate all'ultimo momento dal decreto figurano infatti anche l'autonomia organizzativa dell'Autorità, nonchè i paletti di minima trasparenza posti proprio da Cantone a tutela degli appalti di piccolo importo, vera zona grigia della domanda pubblica.

Cantone, inoltre, già in precedenza (e anche in audizione al Parlamento) aveva espresso perplessità sui punti considerati come "arretramenti" rispetto al codice varato lo scorso aprile: dalle aperture sull'appalto integrato ("oggettivamente reintrodotto" nel codice) alla scelta finale di aumentare la soglia per l'applicazione del massimo ribasso.

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di Matteo Peppucci
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