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Il CEN/TC 33 vota perchè le Norme Armonizzate, essendo obbligatorie, siano gratuite
del 08/05/2017

Ne da notizia il portale GUIDA FINESTRA. La commissione tecnica 33 del CEN “Porte, finestre, schermi, ferramenta e facciate continue” tenutasi il 26 e 27 aprile presso lil CEN/CENELEC Meeting Centre di Bruxelles” ha votato una risoluzione a larghissima maggioranza libero accesso (free access) alle norme armonizzate da parte dei produttori europei: 11 sì (con la sola astensione del Regno Unito).

La proposta è stata lanciata dal delegato italiano Roberto Franza, spesso ospite su queste pagine con apprezzati interventi sulle norme sulle porte motorizzate. Franza interviene in sede europea a nome di Unac/Anima, associazione dei produttori di automatismi per serramenti e chiusure.

In allegato l'estratto della Risoluzione del CEN/TC33
http://www.guidafinestra.it/mediaweb/pdf//2017/05/03/174158942-0a40e66b-2819-44a0-a81b-de996cdbedc9.pdf

Il commento dell’editore di INGENIO
Intanto un elogio per la testata Guida Finestra pr la prontezza con cui ha dato la notizia e aperto il dibattito.
Il tema è sicuramente interessante: è giusto pagare l’acquisto di una norma se questa è obbligatoria. Ovviamente la prima risposta che ognuno di noi è pronto a dare è: NO.

Il problema va però affrontato con una visione a più ampio spettro.
Prendiamo ad  esempio il tema delle strutture. In Italia, il referente per le norme tecniche obbligatorie in ambito strutturale è il Consiglio Superiore dei LL.PP. Ha sede presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è guidato da un Presidente nominato dal Presidente della Repubblica, si articola in cinque Sezioni, distinte per materie e compiti, e prende le decisioni attraverso un’Assemblea Generale, che è costituita dal Presidente, dai Presidenti di Sezione, dal Direttore del Servizio tecnico centrale, dal Segretario Generale, dai componenti effettivi di cui al comma 3 del DPR 204/2006 e, in ragione del loro ufficio, dai componenti di diritto di cui al comma 4 del DPR 204/2006, individuati con decreto del Ministro delle Infrastrutture per la durata di un triennio. L’organo tecnico del Consiglio, ovvero il braccio che dovrebbe seguire la predisposizione dei testi e controllare l’applicazione delle norme, è il Servizio tecnico Centrale. Se facciamo una fotografia dell’istituzione abbiamo quindi un sistema a nomina ministeriale o comunque istituzionale, con pochissime risorse economiche e tecniche, e questo influenza spesso i tempi di realizzazione nonché la capacità di presidio.

In ambito strutturale, soprattutto per quanto riguarda la progettazione e marcatura dei prodotti, un riferimento non meno importante sono gli eurocodici e le norme per la marcatura CE dei prodotti, predisposti dal CEN. Il CEN  - Comitato europeo di normazione, fondato nel 1961, è un Ente privato, ed è una delle tre organizzazioni di standardizzazione europea (con CENELEC e ETSI) che è stato ufficialmente riconosciuto dall’Unione Europea  e dall’EFTA come soggetto responsabile per lo sviluppo e la definizione degli standard tecnici a livello europeo. Il riferimento nazionale del CEN è l’UNI, che quindi collabora con l’ente europeo per la produzione degli standards europei, e ha una produzione autonoma per le definizione delle norme volontarie nazionali.

La differenza sostanziale tra UNI e il Consiglio Superiore riguarda i finanziamenti. Il primo ha un finanziamento che copre in modo molto ridotto i costi dell’organizzazione, e quindi deve vivere di quote associative. Il secondo ha finanziamenti - comunque sempre molto ridotti - ma deve vivere di quelli.

Anche sull’organizzazione c’è una differenza di fondo: il primo, essendo un soggetto privato, che deve autosostenersi, fa partecipare ai gruppi di lavoro chi paga la quota di socio (tolti quindi i ministeriali). Quindi vale il principio: ti interessa una norma? bene paghi per contribuire a realizzarla. Il secondo ha commissioni nominate: quindi la scelta di chi può decidere arriva dall’alto.

Terza differenza, la diffusione delle norme: il primo le fa pagare, per autosostenersi, il secondo le diffonde gratuitamente.

I due “sistemi” hanno differenze quindi molto grosse, ognuna con i suoi pregi e suoi difetti.

Quale quindi la mia considerazione finale: poiché la norma è la base per lo sviluppo ordinato ed evoluto di un Paese è necessario rafforzare il sistema normativo. Innanzitutto dare più risorse al Consiglio Superiore dei LLPP perchè possa operare con maggiore copertura sul territorio e in ambito di produzione normativa. E poi all’UNI perchè debba meno dipendere dai contributi privati ed essere quindi più indipendente nella gestione dell’organizzazione. E il finanziamento dovrebbe essere tale da poter rendere gratuite le norme obbligatorie. Infine, occorrerebbe una migliore suddivisione dei ruoli, con un maggiore coinvolgimento dell’industria e delle professioni nel soggetto istituzionale, delle istituzioni accademiche nel soggetto privato, ma questo … è un altro editoriale, e ne parleremo prossimamente.

Andrea Dari

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di Andrea Dari
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