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Edison, il BIM e le Smart City
del 08/06/2017

G7 Ambiente: l’esperienza di Edison al servizio di #all4thegreen

Edison, in occasione del G7 Ambiente, partecipa ad #All4thegreen, il ricco palinsesto di eventi promosso dal Ministero dell’Ambiente in programma a Bologna dal 5 al 12 giugno, portando l’esperienza e le competenze di operatore dell’energia impegnato nel processo di transizione energetica verso le fonti rinnovabili e l’uso sostenibile delle risorse.

Con la partecipazione al G7 Ambiente, ribadisce il proprio impegno per la costruzione di un futuro di energia sostenibile, in linea con gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, la proposta della Commissione europea “Clean Energy for All Europeans Package” e il dibattito sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Edison ha infatti posto alla base del suo piano strategico di crescita lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che arriveranno a rappresentare almeno il 40% del proprio mix produttivo nel medio termine, delle attività di efficienza energetica e delle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di gas contribuendo a raggiungere l’obiettivo comune di decarbonizzare il Paese.
«Le città consumano e inquinano tanto – spiega Paolo Quaini, responsabile Sevizi Energetici di Edison – ma grazie alla tecnologia, oggi, le possiamo trasformare in città intelligenti, smart city, immaginando edifici sostenibili e rispettosi dell’ambiente». Il mezzo per raggiungere questo obiettivo è il BIM: Building Information Modeling, un metodo per ottimizzare la pianificazione, la realizzazione e la gestione delle costruzioni con l’aiuto di un software – integrando cioè processi architettonici e di manutenzione e sostenibilità. E’ il metodo alla base dei progetti mondiali di smart city, le città della tecnologia applicata alle esigenze di chi ci vive.
Il BIM,  continua Quaini, è «una tecnologia innovativa, che consente di tenere sotto controllo il ciclo di vita di un edificio, sapendo quando, come e se intervenire, va ben oltre l’edificio stesso, perché permette alla città di riappropriarsi di aree degradate, lavorando per la comunità. Con risultati misurabili».
Nel corso di #All4thegreen Paolo Quaini parteciperà all’incontro con 55 sindaci, tra cui i sindaci delle città metropolitane, dedicato a “Carta di Bologna per l’ambiente. Le città metropolitane per lo sviluppo sostenibile”, portando il contributo di operatore integrato lungo tutta la filiera dei servizi energetici e ambientali rivolti a smart city, industrie, PMI e istituzioni.

«Il patrimonio edilizio italiano ha un’anzianità media molto elevata, tra i 40 e i 45 anni – spiega sempre Quaini – con consumi superiori a quelli che permettono oggi le nuove tecnologie. Esiste quindi un potenziale di efficientamento incredibile. Sulla base dell’esperienza acquisita negli anni e grazie al fatto di essere parte di un grande gruppo internazionale come EDF, abbiamo notato, e con noi anche altri soggetti importanti come il Politecnico, una mancanza sostanziale di programmazione in ambito urbano». Per realizzare smart city il primo passo è quello di innovare il metodo. Con un nuovo approccio (BIM), quello proposto da Edison, che consiste nel prendere in considerazione un edificio nel suo complesso, per tutte le problematiche che può presentare, considerando anche le interazioni con il quartiere e la città nel suo insieme. «Il nostro scopo è progettare la città in modo che gli edifici trovino il loro posto nel contesto che è stato pensato secondo finalità collettive. L’approccio tradizionale invece è di tipo verticale: c’è chi si occupa dell’involucro, chi dell’impianto, chi della gestione delle informazioni legate all’utilizzo dell’energia e all’utilizzo in generale degli spazi. Un metodo evidentemente cieco e poco improntato all’ottimizzazione».

Ufficio stampa Edison
http://www.edison.it/it/contatti-2
http://www.edison.it/it/media

 

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di Redazione INGENIO
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