ASSEMBLEA UNI - vice presidente CNI Fabio Bonfà entra nel Consiglio Direttivo elettivo

30/04/2014 4993
GLI INGEGNERI ENTRANO NEL CONSIGLIO DIRETTIVO “ELETTIVO” DI UNI
 
A pochi giorni dalla firma del protocollo di intesa con UNI che ha portato il CNI a essere uno dei tre grandi soci di UNI, nell’assemblea dell’Ente di Normazione di ieri 29 aprile, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha ottenuto un importante riconoscimento con l’elezione del proprio vice Presidente Vicario Fabio Bonfà all’interno del Consiglio Direttivo. Zambrano: “Si tratta di un risultato importante, che conferma il nostro impegno per lo sviluppo dell’Ente e la modernizzazione del Paese”.
INGENIO, presente all’Assemblea, domani uscirà con due interviste realizzate alla fine dell’assemblea a Zambrano e Bonfà.
 

Si è svolta ieri, 29 aprile 2014, l’assemblea ordinaria di UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), in cui il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) per la prima volta era presenta nella qualità di grande socio. Nel corso dell’Assemblea è stata eletta una parte del nuovo Consiglio Direttivo dell’Ente (l’altra parte è nominata di diritto dai principali soci e da alcune istituzioni).
 
Numerosa la partecipazione di delegati del mondo delle professioni, e in particolare degli ingegneri, a testimoniare il forte interesse per l’attività svolta dall’UNI per lo sviluppo del Paese. Ruolo richiamato con forza dal Presidente uscente, l’ing. Piero Torretta, che ha evidenziato come non si possa concepire lo sviluppo di un Paese solo sulla base di parametri finanziari, citando Galbraith, che già nel 1958 (“La società opulenta”), “sosteneva che si sarebbe potuto condurre una vita più lunga ed appagante, se si fosse prestata più attenzione alla qualità e non solo alla quantità della crescita.”
 

 

Nell’apertura dell’Assemblea ha preso la parola anche l’ing. Armando Zambrano, in rappresentanza del CNI, che ha evidenziato come “gli ingegneri credano fortemente nell’esigenza che questo paese si modernizzi, e che questa modernizzazione sia  purtroppo rallentata dalla presenza di troppi soggetti regolatori”. E per favorire quindi questo processo di semplificazione e modernizzazione “vogliamo che UNI sia il punto di riferimento, per accelerare le decisioni, per la realizzazione di norme intelligenti e utili, norme fatte da chi le deve utilizzare”.
 
GUARDA INTERVISTA ZAMBRANO:  www.youtube.com/watch

Durante l’Assemblea si è votato anche per l’elezione di una parte del Consiglio Direttivo dell’ENTE, che prevedeva per la prima volta anche la candidatura di un rappresentante del CNI. Il Consiglio Direttivo dell’UNI è costituito da due parti, una di diritto composta da 24 persone scelte all’interno delle istituzioni e dei principali soci dell’Ente (tra cui un rappresentante del CNI), l’altra elettiva composta da otto persone, tra cui in genere viene scelto anche il Presidente.
 
A testimonianza dell’importanza di questo organo direttivo e dell’interesse dei diversi soci (professionali, industriali, …) a farne parte l’elezione ha visto la proposta di più liste di candidati e una accesa discussione, che ha portato all’elezione pressoché all’unanimità di un Consiglio Direttivo di ampia rappresentanza. Tra gli eletti anche il vice Presidente del CNI, l’ing. Fabio Bonfà.
 
GUARDA INTERVISTA BONFA':  youtu.be/ie_9zQCb8JM
 
La lista completa degli eletti, tra cui anche il Presidente uscente, è la seguente:
 
  • Dr. Claudio BENEDETTI
  • Ing. Fabio BONFA’
  • Arch. Sergio Fabio BRIVIO
  • Ing. Gian Piero CELATA
  • P.i. Renato D’AGOSTIN
  • D.ssa Natalia GIL LOPEZ
  • Dr. Giorgio POSSIO
  • Ing. Piero TORRETTA
 
Fabio Bonfà, appena eletto ha commentato la sua elezione come un fatto “importante perché noi ingegneri su questo organismo crediamo molto, vogliamo dare un contributo a un continuo rinnovamento e rafforzarlo, per renderlo ancora più importante per questo Paese”
 
Armando Zambrano, che ha avuto un ruolo importante per la definizione del risultato finale, ha così commentato il successo conseguito “il fine non era avere un posto, la nostra intenzione era quella di rafforzare l’UNI, e per farlo occorreva essere presenti dove si prendono le decisioni, per portare le idee non solo del Consiglio ma dei nostri 106 ordini professionali, dei nostri 250.000 ingegneri, un primo passo per renderlo centrale nel sistema nazionale della normazione tecnica”
 

 

 

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