Zambrano : con l’obbligo del POS ancora una volta vengono colpiti i soliti, i professionisti

08/05/2014 2306

TAR SULL’OBBLIGO DI POS: DURA REAZIONE DELLA RTP

 
La Rete delle Professioni Tecniche, attraverso il suo Coordinatore, ha commentato la decisione del TAR che ha respinto la richiesta di sospendere l’obbligo all’uso del POS, a partire dal prossimo 30 giugno, per tutti i professionisti. Zambrano: “Ancora una volta vengono colpiti i soliti noti. Con l’obbligo del POS, un aggravio di almeno 150 euro, indipendentemente dai livelli di reddito e dal tipo di clientela”.
 
Il TAR del Lazio ha rigettato l’istanza che richiedeva la sospensione del Decreto del Ministero dello sviluppo economico che impone l’obbligo per imprese e professionisti di accettare i pagamenti col POS per importi superiori a 30 euro.
 
“In seguito a questo pronunciamento del TAR – afferma Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche – l’obbligo di accettare pagamenti col POS verrà esteso a tutti i professionisti, indipendentemente dai livelli di reddito e dalla tipologia di clientela. Questo si tradurrà in un onere annuale di almeno 150 euro solo per disporre del dispositivo necessario a gestire i pagamenti. Un ulteriore inaccettabile aggravio per i professionisti”.
 
“E’ singolare – prosegue Zambrano – che proprio nel momento in cui il Governo decide di mettere 80 euro al mese nelle tasche dei lavoratori dipendenti, venga consentita una misura vessatoria nei confronti dei professionisti. Una categoria che, ancora una volta, risulta fortemente penalizzata”.
 
“Noi – aggiunge – siamo sempre stati favorevoli alla tracciabilità delle transazioni. Ma questa deve essere conseguita senza oneri aggiuntivi a carico dei professionisti. Già ora, nella stragrande maggioranza dei casi, le transazioni tra i professionisti tecnici e i clienti, vista l’entità degli importi, avvengono con strumenti come i bonifici bancari che, oltre a garantire la massima trasparenza, costano anche meno”.
 
“Comunque – conclude – la battaglia continua. Alla fine riusciremo a dimostrare il carattere vessatorio di un provvedimento che, all’atto pratico, si tradurrà nel solito intollerabile regalo al sistema bancario”.
 
Roma 7 maggio 2014

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