Santoro (Avcp): no ai requisiti di fatturato nelle gare di progettazione

26/05/2014 3968

Il presidente dell'Autorità di vigilanza sugli appalti Sergio Santoro conferma il no a requisiti di gara troppo restrittivi per i progettisti. In arrivo una determinazione che chiarirà alle Pa che è illegittimo stabilire limiti di accesso connessi al fatturato aziendale senza motivi specifici.

Rispondendo alla lettera inviata dal presidente della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci, Santoro anticipa che L'Autorità di vigilanza introdurrà nelle Linee guida in arrivo una specifica per obbligare le stazioni appaltanti ad applicare l’art. 41 comma 2 del Codice Appalti.

Santoro ha chiesto di superare i requisiti di organico e di fatturato nelle gare di progettazione per servizi di architettura e ingegneria bandite dalle pubbliche amministrazioni, che di fatto sbarrano la strada dei lavori pubblici per i giovani professionisti e gli studi meno strutturati ed ai professionisti che non siano titolari di strutture di notevoli dimensioni. Una criticità, questa, denunciata per l'ennesima volta durante il convegno organizzato dai Consigli Nazionali delle Professioni Tecniche lo scorso 8 maggio.

Per Santoro è la norma del codice ad avere la preminenza. Nella determinazione, scrive il presidente dell'Autorità ,«verrà messo in rilievo che le stazioni appaltanti dovranno applicare l'art. 41 comma 2 del codice, secondo cui sono illegittimi i criteri che fissano senza congrua motivazione limiti di accesso connessi al fatturato aziendale». Dunque, stop alla richiesta di requisiti di fatturato in modo automatico. L'interpretazione è che ogni richiesta di parametri specifici di questo tipo dovrà essere ben motivata e giustificata con la particolarità dell'incarico.

Soddisfatti architetti e ingegneri, che anche attraverso la Rete delle orofessioni tecniche avevano posto più volte sottoposto la questione all'attenzione del Governo e dell'Autorità di vigilanza sollecitando anche l'intervento dell'Antitrust. «È un paradosso che una norma capace di avere effetti così restrittivi della concorrenza sia discesa da una legge come la Merloni che aveva l'obiettivo di facilitare la trasparenza e la creazione di mercato della progettazione aperto e concorrenziale», commenta il presidente del Consiglio nazionale ingegneri e della Rete delle professioni tecniche Armando Zambrano.

 

Fonte: www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com, www.casaeclima.com