Concorrenza e APPALTI PUBBLICI: dall’AVCP uno studio sul loro legame

03/06/2014 6590

Sulla base dei dati dell’Osservatorio dei contratti pubblici, l’AVCP ha analizzato i meccanismi concorrenziali nelle gare per lavori pubblici indette nel periodo tra il 2000 e il 2010

L’obiettivo del presente lavoro è quello di compiere un’analisi temporale della concorrenzialità nelle gare per l’aggiudicazione di contratti pubblici di lavori utilizzando i dati raccolti dall’Osservatorio dei contratti pubblici nel periodo 2000-2010.
L’analisi è focalizzata sulla procedura aperta che, rispetto alle altre procedure previste dal d. lgs. 163/2006, s.m.i. – ristretta, negoziata e dialogo competitivo - rappresenta la modalità di confronto tra gli operatori economici che più da vicino replica i meccanismi competitivi di mercato così come descritti dalla teoria economica.
Nelle gare pubbliche i due lati del mercato, domanda e offerta, sono rappresentati dalla stazione appaltante e dalle imprese che partecipano alla competizione per aggiudicarsi l’appalto. Un corretto confronto competitivo dovrebbe garantire, a parità di altri fattori e in assenza di comportamenti strategici o di disfunzioni nel funzionamento dei meccanismi della gara, ribassi di aggiudicazione più elevati e, conseguentemente, importi di aggiudicazione più contenuti con l’aumentare del numero delle imprese partecipanti.
Coerentemente a questa modalità di funzionamento del mercato, la normativa, comunitaria e nazionale, prevede che sia rispettato il principio di concorrenzialità negli appalti pubblici attraverso la più ampia partecipazione alle gare da parte delle imprese al fine di contenere i costi di realizzazione delle opere pubbliche da mettere a disposizione della collettività.

Lo studio prende spunto da alcuni risultati ottenuti in fase di analisi descrittiva dai quali è emerso che nel corso degli anni 2000-2010 si è verificato, proprio come auspicato dal legislatore, un progressivo aumento del numero medio delle imprese che hanno partecipato alle procedure aperte e, corrispondentemente, un aumento del ribasso medio di aggiudicazione. Al miglioramento di questi indicatori di mercato non sembrerebbe però essere associato un rafforzamento dei meccanismi concorrenziali in fase di gara, nel senso che, progressivamente il numero di imprese partecipanti è risultato sempre meno capace di incidere sul ribasso di aggiudicazione.

Per studiare meglio il fenomeno sono stati quindi indagati, in un’ottica di evoluzione temporale, i seguenti aspetti:
? nelle gare di lavori i meccanismi di competizione tra le imprese sono forti o ci sono altri fattori che incidono in maniera decisiva sull’esito della gara, ovvero sul ribasso diaggiudicazione?
? le caratteristiche della competizione tra le imprese sono omogenee nei diversi contesti geografici e istituzionali e in base alle caratteristiche dell’appalto?

A tali domande si è cercato di dare una risposta attraverso i dati raccolti dall’Osservatorio verificando a livello empirico l’operare del meccanismo concorrenziale, nel senso sopra precisato.
In particolare, dopo aver fornito, nel paragrafo 1, il quadro descrittivo entro il quale è impostata l’analisi, nel successivo paragrafo 2, dopo aver effettuato un’analisi esplorativa grafica dei dati, è stata verificata l’esistenza di una correlazione positiva, e ‘sufficientemente’ forte tra numero di partecipanti e ribasso. Dall’analisi di correlazione è emerso che il meccanismo di competizione tra le imprese ha funzionato in modo rilevante solo tra il 2003 e il 2005. Prima e dopo tale periodo le correlazioni sono risultate prossime allo zero, se non addirittura negative. Ulteriori analisi hanno confermato l’esistenza di un’influenza positiva, statisticamente significativa, del numero dei partecipanti sul ribasso.
Come mai il sistema di aggiudicazione degli appalti di lavori, nonostante il progressivo aumento del numero dei partecipanti alle gare, ha garantito il principio di concorrenzialità per soli tre anni? Prima del 2003 i principi di concorrenza, trasparenza, legalità nell’affidamento dei contratti potevano considerarsi ancora in via di consolidamento vista la recente introduzione della Legge Merloni ma negli anni successivi ci si sarebbe aspettati un rafforzamento dei meccanismi di mercato, di pari passo con l’introduzione del nuovo Codice dei contratti, d. lgs. 163/2006, s.m.i.
Al fine di meglio comprendere le caratteristiche dei fenomeni in atto, i paragrafi 3 e 4 contengono un approfondimento del lavoro con l’obiettivo di verificare se i meccanismi concorrenziali e il loro progressivo indebolimento cui si assiste a partire dal 2006 abbiano avuto caratteristiche omogenee o abbiano caratterizzato solo precise realtà istituzionali o geografiche o determinate caratteristiche dell’appalto. Da tali analisi è emersa una forte disomogeneità a livello di area geografica e di stazione appaltante. Particolare attenzione è stata dedicata agli approfondimenti riguardanti i tre modelli territoriali di competizione emersi dalle analisi effettuate - Nord, Centro e Sud - al fine di evidenziarne le specificità con particolare attenzione alle anomalie della fase di gara.


L’analisi svolta nel presente lavoro ha per oggetto i contratti pubblici di lavori dei settori ordinari di importo superiore a 150.000 euro che sono stati aggiudicati con procedura aperta nel periodo 2000-2010.

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FONTE AVCP