INCREDIBILE: ANTITRUST contro gli ARCHITETTI per l'uso di SOFTWARE per il CALCOLO delle TARIFFE

09/06/2014 2840

INCREDIBILE: ANTITRUST contro gli ARCHITETTI per i'uso di SOFTWARE per il CALCOLO delle TARIFFE 

Prosegue l'azione di distruzione del valore delle prestazioni professionali. Dopo che Monti ha abolito le tariffe minime professionali, ora l'Autorità garante del Mercato ha aperto un'istruttoria contro i tre ordini provinciali per violazione delle norme sulla concorrenza.

 

L'Autorità garante del mercato ha deciso di aprire un'istruttoria per verificare l'esistenza di "intese" capaci di alterare la concorrenza nel settore dei servizi professisonali: tre ordini infatti hanno pubblicato sul proprio sito istituzionale un metodo di calcolo dei compensi professionali, allo scopo di facilitare il compito degli iscritti dopo l'abrogazione delle tariffe decisa con il decreto «Bersani» e ribadita dal decreto sulle liberalizzazioni varato dal Governo Monti a inizio 2012 (Dl 1/2012, articolo 9). 

Iniziativa peraltro realizzata anche da altre rappresentanze delle professioni: per esempio gli ingegneri nel sito del Consiglio Nazionale suggerisce l'uso di uno specifico software.

Si sottolinea che in tutti in questi casi non sono fornite tabelle ma si fornisce un supporto metodologico che consente, sulla base degli impegni conseguenti alla realizzazione di tipiche attività professionali, di calcolare una tariffa professionale commisurata all'impegno. Anche perchè la vendita in Dumping è combattuta a livello nazionale ed Europea, e proprio di recente, anche un Ordine Territoriale ha attivato il Consiglio di Disciplina per casi di vendita di servizi professionali a costi non commisurati all'impegno richiesto (v. https://webapi.ingenio-web.it/immagini/file/byname?name=Santi_CASCONE:_decoro_della_professione_e_tutela_delle_tariffe.html)

Ma per l'Antitrust tutto ciò non ha valore, cosi come non lo ha il fatto che la pubblicazione dei sistemi di calcolo delle tariffe professionali sia accompagnata da avvertenze che danno conto agli iscritti del fatto che le tariffe sono abrogate e che l'uso del calcolatore non sia in alcun modo vincolante.

L'Autorità (clicca qui per consultare e scaricare il provvedimento) sottolinea il fatto che «i citati sistemi di calcolo tariffario appaiono strutturati in modo tale da determinare compensi identici per le prestazioni degli architetti, calcolati sulla base delle tariffe di settore vigenti fino all'entrata in vigore del D.L. n. 1/12». E dunque sono «suscettibili di determinare, favorire o facilitare il coordinamento dei comportamenti degli architetti in relazione alla quantificazione dei rispettivi compensi professionali, con conseguente alterazione della concorrenza».

Ora gli ordini hanno 60 giorni di tempo per far valere le proprie ragioni comunicandole all'Autorità. Poi arriverà la decisione finale. Il procedimento deve concludersi entro il 31 luglio 2015.

La REAZIONE del CONSIGLIO NAZIONALE degli ARCHITETTI 

 

 

"La decisione dell'Autorità di aprire una istruttoria sugli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Firenze, Roma e Torino - colpevoli per avere pubblicato sul sito modelli di calcolo per calcolare gli emolumenti, sulla base del DM 14072012, pur avendo chiarito in grande evidenza leggibile anche dai clienti che non si tratta né di un obbligo di legge né deontologico - è l'ennesima dimostrazione che la bizantina applicazione delle norme in Italia nasconde la consueta politica (e pratica) di essere deboli con i forti, forti con i deboli".


Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori a seguito dell'avvio, da parte dell'Antitrust di un'istruttoria per verificare l'esistenza di possibili intese restrittive della concorrenza che sarebbero state messe in atto dagli Ordini degli Architetti di Roma, Firenze e Torino.

"In questo  atto  - continua -  ci sono premesse evidentemente errate, che saranno puntualmente evidenziate dai nostri legali (clamorosa quella di considerare gli Ordini professionali "associazioni d'impresa") e c'è una evidente ignoranza riguardo alla realtà professionale italiana e al suo mercato, dove vige una concorrenza spietata spesso a danno della qualità e della sicurezza dell'abitare. 

 

Grave è che, ancora una volta, un'Autorità pubblica delegata a regolare il mercato e a proteggere i consumatori, dedichi il suo tempo e le sue risorse a rincorrere i fantasmi di un inesistente trust di 150 mila architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, il cui reddito medio è certificato ormai inferiore ai 20 mila euro annui, mentre i cittadini italiani sono vittime quotidiane di vere intese restrittive della concorrenza e alterazioni del mercato, che spesso abbiamo denunciato e che l'Autorità non vede, o non vuole vedere".


Tra gli esempi evidenziati dal Consiglio Nazionale il fatto che il 99 per cento degli architetti italiani siano esclusi dalla possibilità di accedere al mercato dei lavori pubblici, avendo la norma artatamente innalzato le condizioni di accesso con l'evidente intenzione di limitarlo a pochi eletti; la vendita  sul web di prestazioni professionali come la certificazione energetica a 40 euro, quando le norme UNI sulle relative prestazioni (e il buon senso) dimostrano che sono senz'altro truffe al consumatore e allo Stato, vista la mole di lavoro da produrre per certificare opere che danno diritto a bonus fiscal; e  le attività di dumping ripetute su tutto il territorio nazionale con la complicità della P.A., in gare con sconti fin'oltre il 90% o addirittura gratuite.

 

"E che dire - continua -  della limitazione alla concorrenza causata dallo strapotere delle partecipate pubbliche che programmano, progettano, appaltano, dirigono i lavori e se li liquidano, con incarichi diretti, sempre senza strutture adeguate e competenti? Da Expo a Mose, passando per l'Aquila, il G8, il Ponte di Messina, le Città della Salute, il mercato è drogato dallo stesso potere pubblico e politico che nomina Autorità di Vigilanza "terze" che serenamente si dedicano del tutto impropriamente a vessare chi con chiarezza informa il consumatore dei suoi diritti, assumendo le proprie responsabilità in un codice deontologico che -  con tutta evidenza  - l'Antitrust sembra non aver letto.

 

"Nei tempi previsti e secondo le regole risponderemo puntualmente alle osservazioni dell' Antitrust, ma esprimiamo pubblicamente la nostra indignazione, in quanto rappresentanti dello Stato responsabili (e non associazione d'imprese), nel verificare che l'Autorità continua ad esercitare i propri poteri alla luce del pregiudizio."


"Non resta che informare l'Antitrust -  conclude -  sul fatto 
che gli Ordini hanno pubblicato "fogli" che calcolano gli emolumenti sulla base di un Decreto del Ministero che li vigila (pubblicato in Gazzetta nel caso qualcuno lo cercasse) ed il suggerimento a trascorrere un paio di giornate in uno Studio di architettura di un qualunque luogo italiano per essere meglio  a conoscenza della realtà del mercato e della concorrenza, prima di prendere decisioni incongrue".


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