In Svizzera si testa un CEMENTO a BASSA IMPRONTA di CARBONIO

14/07/2014 2922

Secondo i ricercatori svizzeri della Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, il cemento che stanno testando potrebbe ridurre l'impronta di carbonio del calcestruzzo del 40 per cento.

 
Il progetto nasce da un consorzio guidato dall’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (EPFL) con la collaborazione di partner provenienti dal Indian Institutes of Technology e dalle Università di Cuba e del Brasile.
 
È ormai noto che la produzione di cemento è responsabile di quasi il dieci per cento delle emissioni umane di CO2. Tuttavia, non tutti sanno che analizzando l’intero ciclo di vita di una struttura in calcestruzzo, questo materiale rappresenta uno dei materiali da costruzione più sostenibili.
 
Per migliorare ancora di più tale situazione la ricerca sta puntando su cementi in grado di ridurre sempre di più la propria impronta di carbonio.
 
 
 
 
Quella indagata dai ricercatori svizzeri, in particolare, è una nuova miscela di cemento, chiamata LC3 (Limestone Calcined clay Clinker Cement), costituita da argilla calcinata e calcare macinato, un materiale green che trova la sua forza proprio nella sua chimica.
Quando usati insieme, gli alluminati dell’argilla calcinata interagiscono con i carbonati di calcio del calcare, dando luogo ad una pasta di cemento meno porosa e quindi più forte.
Mentre in passato, questi materiali sono stati utilizzati singolarmente per sostituire una piccola frazione del cemento, insieme, se i risultati dei test lo confermeranno, potranno arrivare a sostituire fino a metà senza alterare le prestazioni del prodotto finale.
Per ora due progetti pilota a scala industriale avviati in India e Cuba hanno già dato buoni risultati e dimostrato la facilità con cui può essere integrato nelle linee di produzione del cemento.
Nella prossima fase del progetto, saranno previste prove di produzione su larga scala con partner industriali.
 
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Fonte: http://actu.epfl.ch/