Prevenzione ALLUVIONI: dall’Europa finanziamenti per 11 milioni di euro

02/09/2014 1374
Sono tre i progetti su cui l’Europa ha deciso di investire la somma di 11 milioni per sviluppare nuove tecnologie  di prevenzione dalle alluvioni. L’obiettivo è lanciare tempestivamente l'allerta in caso di alluvioni e monitorare in tempo reale le relative situazioni di emergenza per salvare vite ed evitare danni a immobili, infrastrutture e ambiente.
 
I progetti di ricerca finanziati sono "Imprints" del valore di 3,3 milioni di euro, "WeSenseIt" di 5,4 milioni e "UrbanFlood" per 2,3 milioni. Questi 3 programmi hanno messo a punto “sistemi unici di previsione e di allerta - spiega la Commissione europea - per avvisare le popolazioni del pericolo imminente di alluvioni".

Il progetto Imprints ha riunito 18 istituti di ricerca di 7 paesi (Francia, Italia, Paesi Bassi, Sudafrica, Spagna, Svizzera e Regno Unito) e il Centro comune di ricerca della Commissione europea.
La prevenzione e la gestione delle inondazioni sono al centro di questo programma, finanziato nell'ambito del 7° Programma Quadro dell'UE. La piattaforma, spiega Bruxelles, "è basata su previsioni più accurate delle precipitazioni, che si avvalgono di reti radar e modelli meteorologici". Il software è in grado di prevedere i flussi d'acqua a livello del suolo e di fornire un sistema completo di allerta precoce per le inondazioni improvvise, la quantità di detriti che esse possono trasportare e i danni potenziali alle infrastrutture locali. Gli indicatori relativi alle inondazioni improvvise, sviluppati nel progetto, sono già utilizzati nell'ambito del sistema europeo di sensibilizzazione sulle alluvioni.
Il progetto WeSenseIt, anch’esso rientrante nel 7° Programma Quadro UE, fa leva sulla capacità di osservazione umana come elemento essenziale in un sistema di allerta precoce. I cittadini vi contribuiscono effettuando misurazioni con nuove applicazioni, attualmente in via di sviluppo nell'ambito del progetto, e inviando, tramite smartphone, informazioni e immagini. Queste tecnologie sono attualmente testate in Italia, grazie al partenariato con la Quinary SpA e con l'Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. Alla fine di marzo 2014, inoltre, si è conclusa a Vicenza la valutazione di un esercizio di simulazione di un'inondazione cui hanno partecipato circa 500 volontari.
Per i rischi di dighe, argini e rive dei fiumi durante un’inondazione, UrbanFlood, il terzo progetto UE,ha messo a punto sensori e tecnologie per monitorare gli argini di protezione dalle piene e lanciare un'allerta precoce in caso di rischi di cedimento.

I sensori sotterranei controllano lo stato degli argini e rilevano qualsiasi cambiamento a livello delle acque e altri fattori, quali temperatura, umidità e movimenti di terra. Tali informazioni sono poi analizzate dal software di modellizzazione del progetto, che può far scattare un allarme qualora sorga un problema. Il software quindi calcola la velocità con cui il sito sarà allagato in caso di cedimento suggerendo i modi migliori per trasferire i cittadini in aree più sicure.

(Fonte Adnkronos)