ICMQ protagonista nella valutazione della sostenibilità dei lavori per il sito Expo Milano 2015

19/09/2014 4071

18 settembre 2014 – ICMQ, organismo di certificazione di parte terza dell’edilizia italiana ed esperto del protocollo americano di sostenibilità Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), ha recentemente concluso la prima verifica periodica di Gap Analysis condotta per conto di Expo 2015 Spa sul sito espositivo. Come parte essenziale del proprio Dossier di registrazione Expo 2015 al Bureau International des Expositions del 2010 si è impegnata infatti ad improntare la progettazione e la realizzazione del sito dell'esposizione sui criteri stabiliti dal sistema Leed, in particolare secondo il protocollo Leed Neighborhood Development 2009 (Leed ND). In qualità di Stazione appaltante per l'esecuzione delle opere infrastrutturali ha, inoltre, deciso di adottare i criteri Leed applicabili alle opere in corso di realizzazione, sia per la cosiddetta "Piastra ", sia per la costruzione dei vari edifici previsti.

Il protocollo Leed ND è stato sviluppato da Gbci (Green Building Council Institute) per favorire la creazione di quartieri salubri, sicuri e sostenibili, riqualificando o realizzando ex-novo aree compatte e opportunamente connesse sia al loro interno che con la realtà circostante. Si tratta di uno strumento di misura basato su indicatori prestazionali ed esprime concetti e buone pratiche utili per una pianificazione urbana sostenibile, rispettosa dei caratteri ambientali e promotrice di una migliore qualità della vita. Il sistema di valutazione si articola nelle seguenti categorie: Smart Location and Linkage, Neighborhood Pattern and Design, Green Infrastructure and Buildings e Innovation and Design Process.

Su un totale di 110 possibili punti messi a disposizione dal protocollo Leed ND, ICMQ ha verificato che ad oggi 31 sono potenzialmente ottenibili anche grazie alla valorizzazione delle caratteristiche intrinseche del sito e della sua vicinanza ai servizi e trasporti pubblici attraverso i crediti della categoria “Sustainable Sites Linkage”. Tra i crediti tecnicamente perseguibili molti potranno essere verificati solo in una fase più avanzata dell’attività progettuale e costruttiva; questi aspetti saranno approfonditi nel corso dell’ultimo aggiornamento periodico da parte di ICMQ previsto nel 2015, prima dell’apertura dell’esposizione stessa.

Nonostante i buoni risultati della verifica, data la natura temporanea del sito espositivo e la complessità delle fasi di costruzione - con oltre 60 cantieri simultanei, tenendo conto dei padiglioni dei Paesi partecipanti - Expo 2015 ha considerato l'attuazione di un vero e proprio processo di certificazione Leed ND non compatibile con i propri obiettivi generali. Ciononostante ha incaricato ICMQ di effettuare comunque periodicamente una verifica di parte terza sul rispetto dei contenuti dell’analisi preliminare e sulla corretta applicazione dei crediti Leed ND. Inoltre il rispetto dei requisiti Leed viene verificato anche nell'ambito del Piano di audit ambiente e sicurezza dei cantieri, in quanto previsto dal capitolato d'oneri.

Poter contribuire a dare valore a una manifestazione come Expo 2015 è ovviamente per il nostro Organismo un onore e un riconoscimento allo stesso tempo.” Così Lorenzo Orsenigo, direttore generale di ICMQ, ha commentato i risultati dell’analisi svolta sul sito espositivo, confermando la rispondenza dell’area a un protocollo riconosciuto in tutto il mondo e che viene considerato un parametro di eccellenza per valutare i livelli di sostenibilità ambientale.
Il nostro lavoro - ha spiegato Orsenigo – è consistito in un’analisi tecnica preliminare (Gap Analysis) volta a valutare la rispondenza dei criteri di progettazione e costruzione attuati all’interno del sito di Expo con i pre-requisiti obbligatori e i crediti del protocollo. Si è trattato di una verifica iniziale sull’esistenza o meno delle condizioni di partenza necessarie per procedere poi alle verifiche periodiche sul mantenimento dei requisiti. La verifica riguarda l’intera area, che si sviluppa su circa 90 ettari”.