SETTORE LAPIDEO nel 2013 estratte 265 MILIONI di TONNELLATE x 22 MILIARDI di DOLLARI

24/09/2014 2667

SETTORE LAPIDEO MONDIALE: NEL 2013 L’INTERSCAMBIO SUPERA I 22 MILIARDI DI DOLLARI e con VOLUMI ESTRATTI E LAVORATI PER 265 MILIONI DI TONNELLATE, IN CRESCITA DEL 5%

Cina, India, Turchia e Italia si confermano i primi quattro esportatori con una quota pari al 61% del totale. Italia ai primi posti nel settore tecnologie, con un terzo del mercato mondiale. Sono alcuni dei dati contenuti nel XXV Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo curato da Carlo Montani in collaborazione con la casa editrice Aldus e il patrocinio della Regione Toscana, presentato in anteprima oggi nel corso della giornata inaugurale di Marmomacc 2014.  

Verona, 24 settembre 2014 – La pietra naturale alla conquista del mondo: dal 1990 al 2013, la produzione lapidea internazionale è salita del 180%, da 46 a 130 milioni di tonnellate, pari a 1,4 miliardi di metri quadrati equivalenti (riferiti allo spessore convenzionale di una lastra da 2 centimetri), mentre i consumi sono cresciuti del 185 per cento. Un trend di aumento costante negli anni che diventa ancora più evidente se si prende in considerazione l’ultimo mezzo secolo, che ha visto un utilizzo di marmi e graniti superiore a quello di tutte le epoche precedenti. 

A rivelarlo, il XXV Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo curato da Carlo Montani in collaborazione con la casa editrice Aldus e il patrocinio della Regione Toscana, presentato in anteprima oggi a Veronafiere, nel corso della giornata inaugurale di Marmomacc 2014. Il Rapporto, da 25 anni, rappresenta uno strumento di analisi e informazione per tutti gli operatori del settore, con più di 200mila numeri, tra tabelle ed elaborazioni statistiche.

Per l’industria mondiale, il 2013 ha costituito un ulteriore anno di consolidamento: il volume di materiale estratto e trasformato, pari a 265 milioni di tonnellate, sono aumentati di circa il 5% rispetto al 2012. Il marmo è sempre più utilizzato come materiale costruttivo e decorativo, con l’impiego pro-capite salito nel 2013 a 226 metri quadrati ogni mille unità, a fronte dei 215 dell’anno precedente e dei 135 del 2003.

Un’espansione generale che però corrisponde ad una concentrazione progressiva della produzione in alcuni paesi: «Dagli anni ‘60, i rapporti di forza sono mutati radicalmente – ha spiegato Montanicon i primi quattro produttori, Cina, India, Turchia e Brasile che sono passati dal 30 al 61 per cento della produzione globale». Per quanto riguarda l’interscambio, nel 2013 sono stati raggiunti i 22 miliardi di dollari di controvalore, totalizzati per il 58,5% dai primi quattro paesi esportatori: Cina, Italia, Turchia e India. Il made in Italy conferma il proprio ruolo di protagonista nel settore delle tecnologie e dei macchinari di estrazione, taglio e lavorazione, con circa un terzo del mercato mondiale e posizioni maggioritarie in vari nazioni leader come Turchia e Brasile.

Ma cosa riserva il futuro del marmo? Per l’autore del XVV Rapporto «la pietra viene da lontano e andrà lontano, riunendo tecnologia, estetica e valori professionali, in una parola qualità. Tradotte in numeri, le prospettive al 2020 indicano una produzione complessiva di almeno 170 milioni di tonnellate, pari a 1,8 miliardi di metri quadrati equivalenti».    

 

Una sintesi più completa del XXV Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo è disponibile al link: http://bit.ly/1yqTS7M