Condono: Governo, Architetti “bene Ministro Lanzetta, basta abusivismo”

Positivo aver impugnato la Legge Regione Campania su condono– serve ora un grande progetto di salvaguardia ambientale e paesaggistica – su questi temi le competenze tornino allo Stato.


“È finito il tempo dell’abusivismo così come l’epoca dei condoni: dopo il disastro di questi anni il Paese ha bisogno di essere messo in sicurezza”.

È questo il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori alla decisione del Consiglio dei Ministri che, su proposta del Ministro Lanzetta, ha deliberato di impugnare la legge regionale della Campania - che avrebbe riaperto i termini degli ultimi condoni edilizi per quella Regione - perchè “le disposizioni in materia di condono edilizio, di sevizio idrico integrato e di concessioni termominerali contrastano con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di governo del territorio, in violazione, in particolare, dell'art. 117 della Costituzione”.

“Quello di cui il nostro Paese ha bisogno - sottolineano gli architetti italiani - è di essere messo in sicurezza, tenuto conto della situazione di rischio sismico ed idrogeologico che riguarda la Campania, così come gran parte delle nostre Regioni, per evitare ulteriori vittime e danni che, troppo spesso, si registrano.

“Serve, allora, una visione complessiva di riqualificazione del territorio, così come serve identificare e realizzare strategie, compatibili dal punto di vista sociale, paesistico e ambientale.”

La strada da intraprendere - secondo il Consiglio Nazionale - è quella della realizzazione di un vero e proprio progetto di salvaguardia ambientale e paesaggistica, basato sul principio imprescindibile che la cultura ed il paesaggio sono delle risorse fondamentali anche di tipo economico che vanno valorizzate attraverso progetti di sviluppo non invasivi.

“La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri - sottolinea ancora - va nella direzione del testo del disegno di legge governativo di revisione del Titolo V della Costituzione che intende riportare tra le competenze esclusive dello Stato quelle su ambiente ed ecosistema, evitando, così, di incrementare conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni”.

Una impostazione, questa, più volte sollecitata dal Consiglio Nazionale degli Architetti perché volta ad imprimere una svolta all’insegna della supremazia dell’interesse nazionale, troppo spesso violato.