Norme tecniche, innovazione e una mostra sull’infrastruttura più famosa d’Italia

23/10/2014 5692

Tante le iniziative degne di nota oggi, nella prima giornata di SAIE.


Al Saie dei cinquant’anni, nel padiglione 25 dell’area Federbeton, è stata inaugurata la mostra fotografica “L’AUTOSTRADA DEL SOLE. Il cemento e la scuola italiana d’ingegneria”.
800 km costruiti in soli 8 anni, con il contributo dei migliori ingegneri e con l'utilizzo di materiali e tecnologie all'avanguardia per i tempi. Ne hanno parlato, con Sergio Crippa (Presidente Federbeton), Paolo Buzzetti e Giorgio Squinzi, che ha ricordato come anche oggi, come allora "bisogna dare priorità agli investimenti, soprattutto in infrastrutture, strade, alta velocità ferroviaria, ma anche infrastrutture della comunicazione, per rilanciare la nostra economia."
“La mostra rappresenta nel modo migliore i cinquant’anni” ha commentato Duccio Campagnoli puntualizzando che il Made in Italy deve tornare al centro degli investimenti: "Anche Il SAIE nasceva 50 anni fa, e nasceva come salone dell'industrializzazione edilizia. Ancora oggi come allora bisogna dare valore all'industria italiana". Non ancora completata, l’autostrada è apparsa ai tecnici stranieri come la più bella del mondo tanto che i suoi ponti sono stati esposti al MOMA di New York. Il progettista dell'intero tracciato, l’ingegnere Francesco Alimone Jelmoni, aveva immaginato di un’unica tipologia di ponte. Ma Fedele Cova, amministratore delegato della Società Autostrade, scelse di affidare i lavori di costruzione con la procedura dell'appalto concorso, dividendo il percorso in centinaia di piccoli lotti di pochi chilometri ciascuno. Questa modalità ha coinvolto tutte le più grandi imprese italiane e tutti i principali ingegneri strutturisti del Paese, che hanno potuto disegnare il loro originale ponte per la strada dell’unità nazionale: Riccardo Morandi, Silvano Zorzi, Grulio Krall, Arrigo Carè e Giorgio Giannelli, Carlo Castelli Guidi, Guido Oberti e tanti altri, chiamati a contribuire, nel rigoroso rispetto dei costi previsti e chiudendo i cantieri con qualche mese di anticipo. Un grande contributo al boom economico e al successo del Made in Italy nel mondo.
Le norme tecniche e il processo di revisione sono state al centro del convegno promosso da AICQ, nel corso del quale il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Massimo Sessa ha presentato l’avvio di un percorso di revisione che riguarderà le norme tecniche per le costruzioni. Un processo che vedrà già entro fine anno alcuni importanti risultati che riguarderanno la normativa e che continuerà nel 2015 per una completa integrazione del testo. Un percorso confermato anche dal Presidente dell’UNI Piero Torretta che si è augurato che i tempi posaano essere brevi e compatibili con le esigenze del settore.
L’innovazione urbana è stata invece la protagonista della sessione pomeridiana del Forum dedicato ai temi dell’efficienza delle città e di Smart City per una nuova economia e un nuovo costruire.
E’ nella rigenerazione delle città che si concentreranno le maggiori risorse nazionali e internazionali e l’innovazione urbana farà da motore per lo sviluppo del Paese e dell’Europa. Sviluppo che riguarderà anche il rinnovo del patrimonio immobiliare, che non dovrà occupare nuovo suolo, dovrà portare a edifici più efficienti e sicuri, meno costosi per l’acquisto ma anche per la gestione, con infrastrutture e con sistemi efficienti di reti intelligenti animate da open data, in cui ogni cittadino è al tempo stesso fruitore ed erogatore di servizi.
“Abbiamo tutti gli strumenti e le capacità per avviare un percorso di efficientamento” ha dichiarato Federico Testa di Enea, “ma manca un processo decisionale che tenga conto dell’emergenza e della sete di innovazione che vive il nostro Paese. La nostra Pubblica Amministrazione ha carenza di personale tecnico adeguato, per questo serve un ente terzo che colmi tali mancanze.”
Tante le voci di progetti e iniziative già avviate da start up innovative come Adant e Officine Arduino che hanno saputo mixare spirito imprenditoriale e creatività al servizio dell’innovazione attraverso Antenne high tech per mettere in connessione diversi edifici (nelle città) e schede elettroniche per comunicare con gli oggetti (internet of things).
I nuovi edifici saranno il frutto di una co-progettazione tra soggetti diversi e la parte tecnologica e impiantistica sta già prendendo il sopravvento. Costruttori e progettisti sono avvertiti. Il vero digital divide è quello dell’ultimo metro e la scommessa è abbatterlo utilizzando tutte le tecnologie disponibili: rete terrestre e satellite Questo è il messaggio chiaro emerso dal Convegno “Broadband e Broadcast ready” che ha aperto la kermesse All Digital Smart Building al SAIE 2014. Un messaggio che ha visto ampia convergenza tra i partecipanti, tra i quali il rappresentante del Governo Giorgio Maria Tosi Beleffi e il presidente ANIE Claudio Andrea Gemme. Le esigenze di fornire all’utente italiano ed Europeo connessioni TLC sempre più performanti, sta modificando anche il mercato immobiliare. Gli edifici “smart” saranno sempre più richiesti da un pubblico evoluto che è abituato ad essere costantemente on line. E il Governo vuole accompagnare questo processo facendo approvare nello “sblocca Italia” una serie di importante di provvedimenti, tra i quali il “bollino di qualità impiantistica in ambito TLC”, che dal 2015 sarà reso obbligatorio per i nuovi edifici e le ristrutturazioni, dando uno stimolo forte al mercato, ma anche dando vita ad un coordinamento nazionale che faciliti il dialogo tra i diversi soggetti della filiera; ovvero, come ha sottolineato Gemme, almeno Progettisti, Costruttori, aziende di componentistica elettronica e Aziende artigiane dell’installazione. Tutto ciò anche per evitare, come ha voluto precisare Pietro Guerrieri di SES Astra, di usare la tecnologia sbagliata, che anziché abbattere il digital divide, lo crei, in forma nuova e diversa.
 

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