Rapporto Federcostruzioni 2014: il sistema è in continuo calo ma a ritmi rallentati

138 pagine di analisi, questo il "Rapporto 2014 FederCostruzioni per il SAIE di BolognaFiere" presentato in occasione della conferenza stampa di lancio di SAIE 2014 tenutasi il 21 ottobre.
 
Il sistema italiano delle costruzioni ha registrato nel 2013 una flessione della produzione del 5,5% rispetto all’anno precedente, facendo seguito a quella ancora più consistente del 2012, quando la perdita è stata del 6%.
l Rapporto - che raccoglie e somma i dati del valore della produzione di 17 comparti industriali, per oltre il 90% del totale del settore produttivo delle costruzioni - evidenzia come dal 2008 al 2013 l’insieme delle filiere abbia registrato una contrazione produttiva pari al 26%. Un trend negativo che stando alle previsioni raccolte è destinato ad aggravarsi, mancando le condizioni per un’inversione di tendenza. Con il risultato che alla fine del 2015 la perdita produttiva sembra destinata a salire di oltre un altro punto percentuale raggiungendo nel confronto con il 2008 un meno 27,1%.
Secondo il Rapporto, infatti, sia nel 2014 che nel 2015 proseguirà il calo produttivo del sistema italiano delle costruzioni anche se, grazie ad alcuni comparti in controtendenza, la contrazione in termini percentuali risulterà nettamente più contenuta di quella registrata nell’ultimo biennio aggirandosi intorno a un - 2,2% annuo.
Dei 17 comparti che compongono il sistema di Federcostruzioni, sette stimano nel prossimo biennio dinamiche di arresto della caduta e individuano segnali di ripresa.
Ad unirli un elemento comuni: si tratta di comparti in cui l’esportazione ha un peso rilevante oscillando tra un terzo del valore del mercato, come nel caso dei servizi di ingegneria fino a oltre il 70% come nel caso dell’industria ceramica.
 
Come commenta il Presidente di Federcostruzioni Rudy Girardi: nel 2013 il valore della produzione del settore che si riconosce in Federcostruzioni è stato pari a 400 miliardi e 769 milioni di euro, per un’occupazione di oltre 2,7 milioni di addetti. “Attualmente le costruzioni rappresentano il 13% del valore complessivo della produzione nazionale di beni e servizi e l’11% dell’occupazione totale. E questo nonostante una crisi che ha determinato un crollo degli investimenti che l’Ance ha stimato in quasi 59 miliardi in meno che hanno significato una perdita di ben 520.000 addetti, ovvero poco meno del 26% del totale dei lavoratori del comparto. Un numero enorme che diventa ancora più preoccupante se si considera anche l’indotto, sfiorando gli 800 mila posti di lavoro persi.”
Per invertire questa tendenza – secondo Federcostruzioni - sono necessarie precise scelte di politica economica e una serie di decisioni che vadano a rimuovere le criticità e a sostenere una crescita degli investimenti. Nel Rapporto si evidenziano l’importanza di una riforma e di un allentamento del Patto di stabilità interno, la necessità di maggiori risorse per la manutenzione e la difesa del territorio, una seria e coerente azione a favore di programmi di rigenerazione urbana, una riforma dei lavori pubblici e uno snellimento procedurale per una nuova stagione delle regole. Senza dimenticare l’importante sfida sul fronte dell’innovazione tecnologica e della ricerca.
 
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