Nasce Urban@it, verso l’Agenda Urbana Nazionale

31/10/2014 2171

Martedì 14 ottobre, a Bologna, è stato presentato Urban@it, il Centro Nazionale di Studi per le Politiche Urbane promosso dall’Università di Bologna e dal Politecnico di Milano, con il contributo di Laboratorio Urbano, insieme a molte altre Università italiane, il Dottorato in Studi Urbani del GSSI–Gran Sasso Science Institute, ANCI, Consiglio italiano per le scienze sociali, Istituto nazionale di urbanistica e Società italiana degli urbanisti.

Questa iniziativa nasce in sintonia con la rinnovata attenzione verso i temi urbani che si registra in ambito internazionale. Il Centro si propone di valorizzare la molteplicità di competenze presenti su questi temi all’interno del mondo della ricerca universitaria italiana e di altri centri studi di riconosciuto valore, e di mettere tutto ciò a disposizione delle istituzioni, del mondo produttivo e dei cittadini, al fine di contribuire alla ideazione e implementazione di un nuovo ciclo di programmazione di politiche urbane.

CHE COS’E’ L’AGENDA URBANA?

Nei documenti presentati dalla Commissione Europea per la politica di coesione 2014-2020 è contenuto l’invito rivolto a ciascun paese membro di dotarsi di una “ambiziosa Agenda Urbana”, che permetta alle amministrazioni cittadine di essere direttamente coinvolte nell'elaborazione delle strategie di sviluppo. In tali documenti, finalizzati a conseguire gli obiettivi della Strategia Europa 2020, l’Unione Europea ha stabilito che almeno il 5% dei fondi comunitari siano destinati ad Azioni Integrate per lo Sviluppo Urbano Sostenibile delegate alle città.

L’Italia ha quindi istituito il Comitato interministeriale per le politiche urbane (CIPU) il quale, nel documento approvato nella prima riunione che si è svolta il 23 marzo scorso, si è dato l’obiettivo finale di elaborare una Agenda urbana nazionale intesa come “una nuova politica a carattere ordinario per le città”. Le attività del comitato sono volte a sostenere e promuovere la messa a punto di politiche e linee di azione efficaci per il governo delle città, considerate come ambiti cruciali e come attori fondamentali dello sviluppo di condizioni insediative, economiche e sociali sostenibili rispetto alle risorse ambientali del pianeta e capaci di generare benessere, di favorire l’inclusione e di aumentare le opportunità di miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini. In particolare il Centro si candida a costruire e consolidare un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca e il mondo delle istituzioni attorno al tema delle politiche urbane. Esso aspira a qualificarsi come think tank a servizio delle città e della pubblica amministrazione in stretto rapporto con il mondo produttivo, proponendosi di convogliare la ricerca universitaria e non al fine di alimentare programmaticamente l’innovazione nelle politiche pubbliche. Rispetto ad altre iniziative già attive nel nostro paese, la dimensione di servizio dell‘Università e del mondo della ricerca rende unica e qualificante questa nuova iniziativa.

L’Agenda Urbana, in particolare, dovrà promuovere lo sviluppo delle reti tra città e lo scambio delle migliori pratiche nei vari campi, secondo moduli definiti per dimensione demografica, in modo che la selezione delle venti città che saranno indicate nel contratto di partenariato per attingere al 5 per cento dei fondi FESR possa realizzare benefici che si trasmettano anche alle altre.

I cinque punti fondamentali che costituiscono il nucleo dell'Agenda Urbana sono:

1. Limitazione del consumo di suolo e riqualificazione urbana
2. Infrastrutture dei trasporti e mobilità sostenibile.
3. Strategia europea in materia di clima ed energia (meno 20% delle emissioni di gas a effetto serra, più 20% di efficienza energetica, almeno il 20% dei consumi di energia da fonti rinnovabili entro il 2020).
4. Cultura, Università e smart cities.
5. Lavoro e welfare.

A favore di tale politica, vi è la recente legge Del Rio, approvata nell'Aprile 2014. Con la istituzione delle Città Metropolitane, che si sostituiranno alle preesistenti Province, subentrando ad esse in tutti i rapporti e in tutte le funzioni, la legge potrebbe contribuire alla ridefinizione dei meccanismi di governo, ma anche per la costruzione di consapevoli strategie territoriali per le città italiane.
In tal senso, è intervenuto Orioli (Urbanista dell’Università di Bologna), il quale ha detto: “Come urbanista non posso che osservare che il nuovo governo metropolitano rappresenta un'occasione per affrontare alcuni aspetti critici che interessano il sistema della pianificazione nel nostro paese. La città metropolitana può costituire una opportunità di riduzione della frammentazione amministrativa, che come oramai sappiamo è una delle cause fondamentali del consumo di suolo che si è verificato e continua a verificarsi nel nostro paese, nonostante l'attuale crisi economica abbia colpito duramente il settore edilizio”.