Frane e alluvioni, CNR: nel 2014 il nord ovest il più colpito

20/01/2015 2585

Pubblicato il rapporto Rapporto annuale sul rischio per la popolazione italiana da frane e inondazioni, pubblicato sul sito Polaris dal IRPI-CNR
 
Fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014, 19 delle 20 regioni italiane sono state interessate da frane o inondazioni che hanno provocato 33 morti e 46 feriti, con oltre 10 mila persone che hanno dovuto abbandonare temporaneamente le loro abitazioni.
 
Sono questi alcuni dati emersi dal Rapporto annuale sul rischio per la popolazione italiana da frane e inondazioni, pubblicato sul sito Polaris dall'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRPI-CNR).
 
“Le regioni più colpite sono state quelle del Nord-Ovest e in parte del centro - spiega Paola Salvati dell’IRPI-CNR. -  La Liguria risulta la prima: gli eventi meteorici di gennaio, ottobre e novembre hanno provocato cinque vittime in 34 comuni e 71 località. Seguono il Piemonte, con 48 località colpite e due persone decedute, la Lombardia, con 42 località e sei vittime, l’Emilia-Romagna, con 28 località interessate e un morto, e la Toscana, con 35 località colpite e 5 morti.
Il comune più colpito è stato Genova, con oltre 20 località che contano vittime e sfollati, ma il comune con il più alto numero di vittime nel 2014 è stato Refrontolo, in Veneto, con la piena del torrente Lierza a Molinetto della Croda che ha provocato quattro morti e 20 feriti”.
 
“I dati raccolti nel 2014 confermano purtroppo quanto siano diffuse le condizioni di rischio per la popolazione e contribuiscono a comprendere come esse aumentino o diminuiscano in funzione dei cambiamenti climatici ma anche di quelli ambientali e sociali”, ha commentato il direttore dell’IRPI-CNR, Fausto Guzzetti.
 
Il rapporto
Il Rapporto Periodico sul Rischio posto alla Popolazione italiana da Frane e Inondazioni contiene elenchi, mappe, statistiche ed analisi sugli eventi di frana e d’inondazione che hanno causato danni diretti alla popolazione nel periodo compreso fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014, e nei periodi fra il 2009 e il 2013 e fra il 1964 e il 2013. Il Rapporto Periodico illustra i livelli di rischio individuale da frana e da inondazione. Il rischio individuale è il rischio posto da un pericolo (una frana, un’inondazione) a un singolo individuo, ed è espresso dall’indice di mortalità. L’indice (o tasso) di mortalità è il rapporto tra il numero dei morti in una popolazione in un periodo di tempo, e la quantità della popolazione media nello stesso periodo. Nel Rapporto Periodico l’indice di mortalità è dato dal numero di morti e dispersi in un anno ogni 100.000 persone. Le informazioni sulla popolazione utilizzate per il calcolo della mortalità sono quelle pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT, www.istat.it). Il Rapporto Periodico contiene infine informazioni sugli eventi di frana e d’inondazione più intensi, in termini di danni diretti alla popolazione, occorsi in Italia fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014.

MAGGIORI INFO SU http://polaris.irpi.cnr.it/report/last-report/