La tecnologia innovativa PlastiBloc

Il sistema costruttivo PlastiBloc®/PlastiLink® è una tamponatura a doppia parete di 30 cm, costituita da tavelloni di spessore 10 cm posti a distanza di 10 cm; tale disposizione consente la realizzazione di un’intercapedine interna di 10 cm in cui sono alloggiati pannelli isolanti in fibre di poliestere riciclate da 5/8 cm, o altro materiale con proprietà termo-acustiche differenti. All’interfaccia orizzontale tra i blocchi di laterizio sono interposti giunti in plastica PlastiLink® in polipropilene riciclato, in luogo di quelli convenzionali di malta. Il sistema così articolato è in grado di soddisfare i requisiti di sicurezza sismica, di efficienza energetica e comfort degli edifici, nonché di eco-sostenibilità richiesti dalle normative vigenti. L’affinità con la comune parete a cassetta, infine, consente un rapido ed efficace montaggio ricorrendo alla comune mano d’opera.


SVANTAGGI DELLE SOLUZIONI CONVENZIONALI
Le tamponature convenzionali, realizzate con blocchi di laterizio o calcestruzzo con interposizione di giunti di malta, presentano numerosi inconvenienti:
Elevata vulnerabilità nei confronti delle azioni sismiche, conseguenza della rigidezza intrinseca dei pannelli che non consente le capacità deformative necessarie;
Diffusi ponti termici per la presenza di giunti di malta;
Tempi di esecuzione non veloci, a causa della posa in opera della malta;
Difficile integrazione con gli impianti, per i quali vanno realizzate tracce all’interno della parete;
Difficoltà nella riparazione dei giunti in caso di rottura;
Difficoltà nello smaltimento dei detriti in caso di collasso o demolizione;
Costi addizionali considerevoli necessari al rispetto dei requisiti normativi, in particolare quelli di sicurezza sismica.

E’ possibile evitare tutti i precedenti inconvenienti e realizzare tamponature innovative ecosostenibili e antisismiche, sostituendo i giunti di malta con giunti in materiale plastico.

VANTAGGI DEL SISTEMA CONSTRUTTIVO PlastiBloc®
Oltre ad essere progettato per fornire alla parete la necessaria capacità nei confronti delle azioni orizzontali, il giunto possiede ulteriori interessanti proprietà, risultato di un opportuno mix design di materiali:
È autoestinguente, evita pertanto problemi connessi alla propagazione di un eventuale incendio;
ll montaggio a secco dei giunti plastici riduce in maniera considerevole i tempi necessari alla realizzazione delle tamponature, eliminando non solo quelli strettamente necessari alla mescola dell’impasto e alla realizzazione dei piani di posa dei blocchi, ma anche quelli indispensabili alla presa della malta;
Il processo di montaggio è anche reversibile, la parete, ad esempio, può essere riposizionata in un altro punto del fabbricato per mutate esigenze distributive, limitando le demolizioni ai soli strati di intonaco sulle facce esterne. Il resto delle componenti sono tutte perfettamente riutilizzabili;
riciclo dei giunti al termine del proprio ciclo vitale, per la produzione di nuovi manufatti. Il sistema è quindi di fatto un prodotto ad emissione di CO2 prossima a zero. Infatti l’inquinamento lungo l’intera filiera “from cradle to grave”, misurato dal più diffuso indicatore di sostenibilità ambientale, la carbon footprint, risente positivamente sia del processo di produzione con materiale riciclato, sia del suo riutilizzo a fine vita nel ciclo del rinnovabile. A queste categorie d’impatto certamente più incisive, si aggiungono altre minori: peso ridotto e minor incidenza del trasporto, eliminazione dell’acqua nel processo di produzione e realizzazione della parete;
Integrabilità degli impianti mediante la canalizzazione verticale offerta dalle cavità dei laterizi, disposti con asse longitudinale verticale;
Eliminazione dei ponti termici, conseguenza dell’eliminazione dei giunti di malta;
Miglioramento delle prestazione estive della parete nei luoghi in cui l’irradianza I>290 W/m2. In questo caso si può infatti ricorrere a griglie di aerazione alle estremità della parete, che producono una ventilazione naturale all’interno della tamponatura. Tale accorgimento consente di riportare i valori di sfasamento e attenuazione a quelli ottimali per garantire il benessere termo-igrometrico degli ambienti;
Economia di scala considerevole, in virtù anche degli effetti sugli elementi portanti dell’edificio, comprese le fondazioni.
 

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