Cascina Triulza in Expo Milano 2015: Leed applicato alla riqualificazione

03/06/2015 3267

a cura di ing. Silvia Ciraci, ICMQ SpA 

A partire da novembre 2013 ICMQ ha svolto il ruolo di coordinatore in fase di costruzione del processo di certificazione Leed Italia NC per l’intervento di ristrutturazione di Cascina Triulza, supportando l’impresa Torelli Dottori Spa nell’implementazione dello schema e nelle attività operative di cantiere ad esso collegate.
Cascina Triulza, ubicata all’interno del sito di Expo Milano 2015, è una delle antiche costruzioni rurali che segnano il paesaggio nei dintorni di Milano. Durante il semestre Expo, ospita il Padiglione della società civile, gestito in collaborazione con Expo Milano dalla Fondazione Triulza, un raggruppamento di numerose organizzazioni no profit. Dopo l’evento, la cascina rimarrà in eredità alla città di Milano.
I lavori hanno comportato interventi volti alla riqualificazione funzionale dei tre edifici esistenti (ex-residenza, granaio e stalla), destinati ad ospitare funzioni terziarie, residenziali, commerciali e di servizio, oltre a funzioni pubbliche a scala urbana, affacciate su una piazza-giardino centrale che fa parte di una vasta area verde pedonale, con lo scopo di migliorare e valorizzare una serie di caratteristiche intrinseche dell’opera proprio grazie all’utilizzo di best practice tipiche del protocollo Leed.
Expo 2015 Spa ha assunto l’impegno di adottare i criteri Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) quali riferimenti nella progettazione e realizzazione dell’intervento. Il protocollo americano è stato infatti ritenuto il più idoneo ad interpretare gli obiettivi complessivi di sostenibilità del progetto.
 
Il coordinamento in fase di costruzione
Le attività in capo a ICMQ – che opera attraverso il proprio Team Leed costituito da esperti Leed Ap (Accredited Professional, cioè professionisti accreditati dal Green Building Certification Institute americano) – in sintesi sono state le seguenti:
         formazione e informazione sulle tematiche Leed verso l’impresa ed i suoi fornitori e subappaltatori;
         incontri periodici con la committenza, i suoi consulenti Leed e la direzione lavori Leed;
         supporto al piano di approvvigionamento dei materiali da costruzione sulle tematiche Leed (contenuto di materiale riciclato, provenienza regionale, limiti di emissività Voc) e monitoraggio costante dei materiali installati;
         controllo dell’erosione e della sedimentazione dell’area di cantiere e delle sue immediate vicinanze (Erosion & Sedimentation Control Plan), anche attraverso l’elaborazione periodica di specifici Inspection Report;
         gestione dei rifiuti di cantiere e controllo dello stato di pulizia del cantiere (Waste Management Plan), anche attraverso l’elaborazione periodica di specifici Inspection Report;
         controllo della qualità dell’aria interna durante la fase di costruzione (Indoor Air Quality Management Plan);
         Energy Modeling, ovvero modellazione energetica in regime dinamico in conformità allo standard Ashrae 90.1:2007.
 
Buone pratiche in cantiere
ICMQ ha assistito l’impresa nelle varie attività, con l’obiettivo di soddisfare i requisiti che il protocollo richiede attraverso l’implementazione di una serie di strategie volte a dimostrarne la conformità.
Per esempio, nell’ottica di un uso sostenibile delle risorse, di una riduzione di materiale vergine e dei rifiuti destinati a discarica, il Team Leed ICMQ ha supportato il processo di approvvigionamento dei materiali, orientandolo verso quelli che, oltre a conservare le caratteristiche di unicità proprie degli edifici oggetto di intervento, possedessero anche caratteristiche di sostenibilità. Sono stati quindi privilegiati materiali con un elevato contenuto di riciclato sia pre-consumo – derivanti cioè da scarti di lavorazione – che di post-consumo, cioè che sono alla fine del loro ciclo di vita e non più riutilizzabili. Ma anche materiali regionali, ovvero estratti e lavorati a distanza limitata dal cantiere in cui sono impiegati. In questo modo viene favorito l’uso di risorse locali e si riducono gli impatti sull’ambiente legati al trasporto, anche privilegiando mezzi alternativi a quelli su gomma, come il treno.
Anche la gestione dei rifiuti è legata alle buone pratiche di conduzione di un cantiere sostenibile, in quanto permette di ridurre la quantità di rifiuti destinati a discarica, deviandoli verso attività di riciclo e riuso.
Proprio perché si tratta di un’area oggetto di recupero e riqualificazione, grande attenzione è stata rivolta all’ambiente circostante. Sono state adottate, infatti, una serie di strategie finalizzate a prevenire l’inquinamento e gli impatti del cantiere verso l’esterno, riducendo i fenomeni di erosione e sedimentazione del suolo e la produzione di polveri. Gli elementi naturali del territorio esistente sono stati adeguatamente protetti e preservati, mentre i percorsi interni del cantiere sono stati costantemente consolidati per evitare la dispersione di polveri e il trasferimento di fanghiglia verso l’esterno dovuto alla movimentazione dei mezzi.
 
Risparmio delle risorse
L’attenzione alla sostenibilità riguarda naturalmente anche le scelte impiantistiche, in un’ottica di risparmio energetico, di produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili tramite pannelli fotovoltaici, di contabilizzazione dei consumi energetici in fase di esercizio.
La stessa attenzione è stata posta verso il risparmio delle risorse idriche, soprattutto acqua potabile, grazie all’installazione di apparecchiature idrico-sanitarie in grado di ridurre i consumi, caratterizzandosi quindi come Leed compliant.
Il protocollo Leed applicato ad un intervento di riqualificazione e ristrutturazione permette pertanto di implementare tutti quegli accorgimenti e buone pratiche che portano a gestire il cantiere in modo sostenibile e ad esaltare le peculiarità proprie dell’opera da certificare.