L'Aquila: dopo il danno, la beffa. Gli ingegneri sul piede di guerra.

25/06/2015 1698


L’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila chiede al Governo di stralciare l’art. 11 del decreto legge sugli enti locali riguardante la ricostruzione post-sisma dell’Aquila e, in subordine, almeno il comma 2. Il rischio è quello di gravi ripercussioni economiche. Nel mirino anche l’OPCM n.4013 del 23/04/2012 per cui è in piedi un ricorso al Tar.

“Basta con le norme calate dall’alto. Occorre stralciare integralmente l’articolo della nuova legge sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila che ha implicato un blocco totale dei lavori a L’Aquila. Si tratta di un errore madornale del Governo che va sanato”. Così Elio Masciovecchio, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila, interviene in merito all’art.11 del decreto legge sugli enti locali riguardante la ricostruzione post-sisma dell’Aquila e, in subordine, almeno il comma 2 richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti di un territorio già gravemente ferito.
“Siamo in una situazione paradossale. – continua MasciovecchioNon solo i nostri professionisti e le nostre imprese hanno subìto il tragico dramma del sisma, ora sono, di fatto, costretti a intercettare opportunità di lavoro lontano dalla nostra terra”.
Il decreto legge enti locali approvato prevede, infatti, che il progettista ed il direttore lavori non possono avere avuto rapporti, negli ultimi 3 anni, con l'impresa affidataria dei lavori e/o subappaltatrice. “? praticamente impossibile – chiosa ancora lo stesso MasciovecchioChi ha introdotto tale norma non conosce affatto il nostro territorio e, soprattutto, la questione di L’Aquila. Ci siamo trovati dinanzi al fatto compiuto con un decreto legge che toglie a tutte le realtà economiche, alcune costituitesi anche di recente, ed ai nostri iscritti la possibilità di lavorare”. Per l'Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila l’unica via è quella, appunto, di “stralciare con urgenza quanto previsto attualmente dalla norma se si vuole evitare il rischio “blocco ricostruzione”, ma soprattutto quello relativo alle gravi ripercussioni economiche ed occupazionali sull’intera comunità”.
E non è l’unico monìto lanciato al Governo al quale Masciovecchio ricorda un’ulteriore impasse relativa all’ordinanza OPCM n.4013 del 23 marzo 2012 per cui la categoria abruzzese ha fatto ricorso al Tar del Lazio. “Si tratta di una norma iniqua ed assolutamente ingiusta. – spiega Masciovecchio – Troviamo assurdo l’esistenza di una legge che preveda penali anche per l’ingegnere progettista nel caso di ritardi da parte dell’impresa che realizza i lavori. Peccato – conclude - che l’ingegnere progettista non abbia alcuna responsabilità in merito”.