Sicurezza del territorio: 5,5 miliardi per le aree a rischio sismico

Si è tenuto a Pesaro il 1° Meeting Nazionale degli Agibilitatori promosso dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in coordinamento con la Protezione Civile Nazionale. Lanciato un accorato appello verso la prevenzione
 
"La prevenzione è l'unica risposta efficace di fronte all'emergenza, ma è necessario investire in questa direzione. Per la messa in sicurezza delle aree più esposte a livello sismico in Italia occorrono 5,5 miliardi di euro. Si tratta di cifre non esorbitanti che consentirebbero risparmi in termini di vite umane ed anche in costi necessari all'emergenza". Queste parole del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, sono la migliore sintesi del forte messaggio lanciato oggi dal 1° Meeting Nazionale degli Agibilitatori che si è tenuto a Pesaro ieri (ieri 3 luglio). Promosso dalla Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, dallo stesso CNI, in coordinamento con la Protezione Civile Nazionale, che ha visto la partecipazione di 500 tra ingegneri provenienti da tutta Italia, nonché amministratori, esponenti della Protezione Civile, del Corpo dei Vigili del Fuoco e altri rappresentanti delle professioni tecniche. Agibilitatori, quindi figure che ricoprono un ruolo fondamentale nell'intervenire nei luoghi colpiti dall'emergenza sismica, o vittime del dissesto idrogeologico in grado di fornire immediata ed efficace valutazione tramite specifica documentazione sulla tenuta dell'edificio o del luogo danneggiato. Il tutto a titolo gratuito. Alcuni numeri circa l'instabilità del territorio italiano sottolineano il valore dell'attività di questi professionisti: se si considerano solo gli ultimi 40 anni, secondo la Protezione Civile, gli eventi sismici hanno comportato danni diretti per circa 147 miliardi di euro (3,6 miliardi per anno). La superficie del territorio italiano ad “alta criticità idrogeologica” è pari a 29.517 chilometri quadrati, di cui 17.254 a rischio frane, e 12.263 a rischio alluvioni. Si tratta di circa il 10% del territorio nazionale. Se si decidesse di limitare, inizialmente, l’intervento per la messa in sicurezza dal rischio sismico alle abitazioni ubicate nelle zone 1 e 2 (quelle a più alto rischio), l’investimento necessario sarebbe di 75 miliardi di euro. 133 se si allarga la cifra all'aspetto idraulico.
 "Come Consiglio Nazionale - ha proseguito Zambrano - abbiamo ritenuto giusto raccogliere la sollecitazione della nostra Federazione marchigiana non solo per la centralità che la tematica della prevenzione riveste nel nostro Paese, ma perché la figura dell'agibilitatore rappresenta al meglio lo spirito di servizio con cui da sempre svolgiamo la nostra professione". Oggi nel Paese è necessario velocizzare i tempi di intervento spesso ostacolati da una burocrazia "che non consente di intervenire con la tempestività necessaria. Con le norme tecniche siamo fermi al 2008. Ci sarebbe bisogno di una essenziale e fondamentale certificazione di sicurezza degli edifici".
La messa in sicurezza che nelle Marche può contare una task force percentualmente la più numerosa livello nazionale. Lo ha ricordato il Presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri, Pasquale Ubaldi, sottolineando che la formazione professionale svolta a partire dall'esperienza del terremoto in Emilia di tre anni fa, dove sono stati presenti una settantina di ingegneri della Federazione, ha fatto sì che oggi siano ben 350 gli agibilitatori marchigiani, in proporzione alla popolazione un numero tra i più alti in Italia. "La nostra regione - ha ricordato Ubaldi - è stata la prima, insieme all'Emilia, a realizzare un corso di formazione finalizzato alla gestione dell'emergenza sismica. Ma noi non vogliamo agire esclusivamente in un'ottica emergenziale, è necessario affermare la cultura delle prevenzione, aggiornando e migliorando anche le norme tecniche in modo da rendere la nostra regione e l'intero Paese più moderni e civili".