A CATANIA meno auto e più infrastruttura verde per mitigare le isole di calore e le bombe d’acqua

Il Centro Nazionale di Studi urbanistici del Cni rappresenta l’Italia tra gli otto partner UE
All’Ordine Ingegneri il via alle azioni formative del progetto europeo “Special”
 
La città di Catania, intesa nella sua più ampia dimensione metropolitana, è pronta per una moderna pianificazione urbana volta alla sostenibilità energetica? Molte azioni studiate e proposte dagli Ordini professionali competenti, inserite poi nel nuovo Regolamento Edilizio Comunale, sollecitano una risposta affermativa, sebbene il processo di trasformazione in una green city intelligente è ancora lungo e complesso.
Iniziative di matrice europea orientate a questo scopo, consentono di accelerare lo sviluppo locale, di influire sulle scelte politiche, e di “costruire la consapevolezza” nei cittadini. Come il progetto “Special - Spatial Planning and Energy for Communities In All Landscapes”, promosso dall’Intelligent Energy Europe – di cui il Consiglio Nazionale Ingegneri (Cni), con il suo rappresentante per l’Energia Gaetano Fede, è fra i promotori europei – che nasce con l’obiettivo di fronteggiare le sfide del cambiamento climatico tramite una pianificazione integrata attenta all’efficienza energetica delle città. «Possono esserci un futuro e una qualità della vita migliori, solo adottando una valida e lungimirante visione programmatica. E può esserci pianificazione consapevole solo attingendo a studi scientifici come questo, da cui imparare per un accrescimento culturale e politico del nostro territorio» ha detto il presidente dell’Ordine Ingegneri di Catania Santi Maria Cascone, alla presentazione di “Special” – organizzata insieme alla Fondazione Ingegneri – rivolgendosi alla vasta comunità tecnica catanese e ai numerosi rappresentanti tecnici e politici di molti Comuni dell’area sud est della Sicilia.
 
 
Il Progetto Special, che ha durata di tre anni, è una partnership tra associazioni nazionali di ingegneri urbanisti di otto Paesi europei: Regno Unito (capofila la Town and Country Planning Association), poi Austria, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Svezia e Ungheria, allo scopo di attivare le reti professionali di ciascun partner per raggiungere i pianificatori locali. Per l’Italia il referente è il CeNSU, il cui vicepresidente Paolo La Greca è intervenuto al convegno, insieme ad altri componenti del Centro e docenti dell’Università di Catania: Alberto Fichera, Matteo Ignaccolo, Giuseppe Inturri, Francesco Martinico, Riccardo Privitera. In rappresentanza della Pubblica Amministrazione erano presenti gli assessori comunali Luigi Bosco (Lavori Pubblici) e Salvo Di Salvo (Urbanistica), e il dirigente dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente Giovanni Salemi, in quanto la Regione Siciliana è “Multiplier” del progetto insieme alla Regione Lombardia, all’Associazione Aree Urbane Dismesse e all’Associazione Ingegneria dei Trasporti.
Al tavolo anche il segretario della Fondazione Ingegneri Enrico Foti – che ha sottolineato il forte rapporto di collaborazione tra Ordine e Ateneo catanesi – il segretario e il componente del Centro provinciale Studi Urbanistici Francesca Cuius e Luca Barbarossa.
«A Catania – ha affermato La Greca – le azioni che possono essere condotte per adattare le strutture urbane al cambiamento climatico, interessano tre grandi sistemi: quello urbanistico edilizio, quello dei trasporti e quello delle infrastrutture verdi. In particolar modo, serve organizzare gli insediamenti in una prospettiva fortemente integrata con il sistema del trasporto pubblico di massa, centrato sulla metropolitana e l’interramento della linea costiera di Rfi. Catania è infatti, insieme a Roma, la città che inquina di più per uso dell’auto privata. Il rapporto è di 72 auto per ogni 100 abitanti, contro la media europea delle città green che è di 30 auto ogni 100. È necessaria poi – ha proseguito La Greca – una dotazione ragionata di spazi verdi naturali, cioè di servizi ecosistemici la cui funzione non deve essere residuale o decorativa ma parte fondante dell’equilibrio climatico complessivo. Questi non vanno concepiti singolarmente ma come un’unica infrastruttura verde, i cui benefici per la città etnea sarebbero subito colti nella mitigazione “dell’isola di calore”, che a Catania registra valori allarmanti. Gli ‘ecosystem services’ giocano un ruolo centrale nel mitigare anche le bombe d’acqua, insieme ad azioni volte alla generalizzata trasformazione delle terrazze in tetti verdi, capaci di mitigare l’irraggiamento e trattenere l’acqua di prima pioggia».