Italprefabbricati acquista il gruppo Rdb

14/08/2015 6929

Italprefabbricati acquista il gruppo Rdb
L’azienda di D’Eugenio la spunta sugli arabi e acquisisce dal tribunale i 4 stabilimenti in Italia

L’ha deciso ieri la sezione fallimentare del tribunale di Piacenza, dov’è la sede centrale del gruppo specializzato nella produzione di manufatti in cemento che ha in provincia di Teramo, a Tortoreto, una delle quattro sedi.

L’Italprefabbricati è una società per azioni, nata nel 1964. Il suo amministratore è Alfonso D’Eugenio. L’imprenditore già da tempo seguiva le vicende della “vicina” Rdb, che dopo aver attraversato un momento di crisi è stata ammessa all’amministrazione straordinaria ma nel febbraio di quest’anno è stata dichiarata fallita. A D’Eugenio probabilmente interessava già da tempo il gruppo in quanto delle quattro sedi produttive due sono al Nord, cioè a Verona e Piacenza, un mercato piuttosto dinamico in cui la Italprefabbricati ha parecchi appalti. Gli altri due stabilimenti sono invece a Tortoreto e a Bellona, in provincia di Caserta.

L’Italprefabbricati ha partecipato all’asta in tribunale e alla fine erano rimasti due contendenti: l’altro era la “Strategic project investimenti holding” dell’Oman. E proprio agli arabi il gruppo è stato aggiudicato, venerdì scorso. Ma probabilmente deve essere saltata fuori una irregolarità al momento della verifica dei requisiti, per cui ieri pomeriggio i curatori fallimentari Michele Guidotti e Andrea Loranzi hanno comunicato a D’Eugenio che il presidente delegato Marina Marchetti ha revocato il provvedimento di vendita agli arabi emesso il 10 luglio, autorizzando la vendita del complesso aziendale piacentino alla Italprefabbricati.

L’offerta presentata dall’azienda di Casoli (peraltro di soli 2mila euro inferiore a quella degli arabi) è di circa 3 milioni 870mila euro. Nel piano industriale presentato in tribunale è prevista la riassunzione a scaglioni di poco meno di cento (su circa 400) operai del gruppo e chiusura degli stabilimenti di Bellona e Tortoreto. In particolare pare che D’Eugenio abbia intenzione di riassorbire una trentina di operai della Rdb di Tortoreto nell’azienda di Casoli. Sarebbero praticamente tutti quelli in cassa integrazione, visto che due-tre andranno in mobilità e altri 7-8 sono in prestito ad altre aziende.

Ma in realtà c’è un’altra novità per la Italprefabbricati, conosciuta in questi ultimi due anni non solo per gli appalti svolti in diverse parti d’Italia, ma soprattutto per il lungo braccio di ferro sostenuto con gli eredi Pretaroli di Chieti, proprietari di una striscia di terra proprio nel bel mezzo dello stabilimento. I Pretaroli erano infatti proprietari del terreno il cui esproprio non si è mai concretizzato e per cui c’è stata una causa durata ben 34 anni. Alla fine il tribunale ha riconosciuto il loro diritto e si è innescato un lungo braccio di ferro a corpi di carta bollata, di picchetti degli oltre 100 operai che rischiavano il posto di lavoro e di delibere del Comune di Atri. Ma fatta anche di tentativi di transazione, sempre naufragati, finora. In ballo, nel 2013, c’era un accordo sui tre milioni per la cessione della striscia di terreno, poi sfumato. Infine l’accordo transattivo fra gli eredi Pretaroli e l’Italprefabbricati, arrivato meno di un mese fa. D’Eugenio, che è assistitito dall’avvocato teramano Fabrizio Acronzio, in una delle intricate fasi della battaglia, aveva depositato una somma, un milione 900mila euro circa, che all’epoca riteneva congua per il terreno. Somma che gli eredi Pretaroli – il cui legale è
il chietino Vittorio Supino – non avevano mai ritirato, in quanto ritenuta insufficiente. Alla fine la transazione è arrivata: l’accordo c’è stato su 2 milioni 400mila euro. Adesso tutto il terreno di Casoli su cui sorge l’azienda è della Italprefabbricati.