MOSE: scoppiato cassone in calcestruzzo

02/09/2015 5134


Durante le operazioni di ancoramento al fondale, a causa della pressione troppo alta del calcestruzzo, l’ultimo cassone all’ingresso della bocca di porto di Chioggia ha ceduto. L’incidente è avvenuto a ottobre 2014, danni per oltre 10 milioni di euro.

L’incidente è venuto alla luce quando gli abitanti e le autorità del porto di Chioggia si sono accorti delle limitazioni al transito di navi e pescherecci alla bocca del porto: una grande camera iperbarica a forma di campana veniva affondata all’altezza dei cassoni sommersi.
Il Consorzio Venezia Nuova ha così precisato: "In fase di posa del cassone di soglia denominato CBA-02, alla barriera di Chioggia, avvenuta a ottobre 2014, si è verificato un danno consistente nel sollevamento del massetto fibrorinforzato esterno (soletta S4) e una parziale fuoriuscita del calcestruzzo di riempimento nelle celle 18a e 18b. Appena insediata, nel dicembre 2014, l’amministrazione straordinaria è intervenuta sulle aziende costituenti l’ATI Codia Scarl, responsabili del lavoro, per la valutazione dei danni e l’avvio della soluzione per il ripristino in corso d’opera. I tecnici hanno valutato quale migliore intervento l’utilizzo di una 'campana metallica', di 22 metri per 13 metri, in grado di mantenere un habitat subacqueo a pressione atmosferica, e stimato quale tempo massimo per la fine dell’intervento, iniziato nel giugno 2015, il prossimo ottobre. L’accaduto, avvenuto in fase di costruzione, non comporterà nessun ritardo sul cronoprogramma complessivo per la realizzazione delle dighe mobili del Mose e il costo dell’intervento è in ogni caso a carico delle imprese costruttrici".