Bonus Antisismici: e se si estendessero anche alla zona 3?

07/09/2015 1050

È l’argomento di dibattito degli ultimi giorni, da quando precisamente il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci ha rilanciato l’ipotesi di allargare gli incentivi anche ai comuni ricadenti nella zona 3.

La scelta è senza dubbio una scelta importante visto che gli edifici che ne sarebbero coinvolti rappresentano una fetta notevole dell’edificato italiano, toccando ben 4,4 milioni di fabbricati.

Secondo le stime del Rapporto Ance-Cresme del 2012, su dati ISTAT, infatti la zona a maggiore sismicità, ossia la cosiddetta Zona 1 comprende 706 Comuni, tre milioni di abitanti e circa 664mila fabbricati, per la Zona 2, i Comuni coinvolti sono 2.187, 18,9 milioni di abitanti e 4.060.000 fabbricati, mentre la Zona 3 toccherebbe 2.003 Comuni, 20,5 milioni di abitanti e ben 4.404.000 fabbricati.
In Zona 4 invece si trovano 3.196 Comuni, 8,8 milioni di abitanti e circa 1.890.000 fabbricati.

È evidente che inserire tra gli incentivi antisismici con detrazione al 65% anche gli edifici appartenenti alla zona 3 significherebbe quasi raddoppiare gli stanziamenti forniti dall'Esecutivo.

“Sarebbe essenziale – spiega l’associazione ISI, commentando la notizia - aumentare in maniera consistente gli stanziamenti messi a disposizione dal Governo per questa voce, attualmente pari a poco più di 100 milioni di euro. Anche se c'è da segnalare che, al momento, manca ancora la circolare applicativa del ministero delle Infrastrutture che renda pienamente sfruttabile il bonus. Comunque, non per tutti questi 4,4 milioni di edifici sarebbero necessari lavori di adeguamento: quelli costruiti prima del 1971, quindi non in linea con le norme sismiche, sono grossomodo il 60%, circa 2,6 milioni. È soprattutto qui che dovrebbero essere concentrati gli interventi. Senza contare che, comunque, ci sono sul territorio diversi milioni di costruzioni progettate e realizzate tra il 1972 e il 2001, in data – concludono dall'associazione - «comunque antecedente alla nuova zonizzazione sismica attuata a partire dal 2003 e alle Norme Tecniche sulle costruzioni emanate nel 2008».