Imu e Tasi 2016: prima casa esente per tutti. Local Tax sulle seconde case. Ma le coperture?

13/10/2015 4371

La legge di stabilità 2016 porterà all'abolizione della Tasi sulla prima casa per tutti i contribuenti, ma dell'Imu solo sui terreni agricoli (tutti) e dell'Imu sui macchinari imbullonati. 

Onestamente ci si capisce poco, su Imu e Tasi. Talmente poco che le parole di Matteo Renzi dicono e non dicono, in merito a una difficile abolizione delle due tasse sulla (prima) casa più famose dell'emisfero australe o, comunque, della loro unificazione - sulla seconda abitazione - in una Local Tax dai confini nebbiosi. Vediamo cosa potrebbe succedere di qui a breve, mentre i dati parlano chiaro e confermano che, dal 2001 al 2014 c'è stato un aumento della pressione fiscale di oltre il 143%.

Tasse sulla casa: comunque vada è stato un salasso

In 13 anni, con il passaggio da Ici a Imu e Tasi, la tassazione sul possesso degli immobili è passata, secondo l'Ance, da 9,8 a 23,9 miliardi di euro. A leggera compensazione si riscontra però una dimunizione di quasi il 12% delle imposte sugli immobili di natura reddituale e di quelle sui trasferimenti (Iva, bollo, successioni ecc..) di ben il 30%. Alla fine della fiera, in ogni caso, le imposte sugli immobili sono quindi aumentate del 27,9%, passando da circa 33 ad oltre 42 miliardi di euro.

Imu e Tasi 2016: scenari

Quello che pensa (e probabilmente vuole) Matteo Renzi lo sappiamo bene. Secondo lui, nella legge di stabilità 2016 "cancelleremo Imu e Tasi sulla prima casa e finirà così una discussione che dura da dieci anni. La prima casa non può avere tasse perché sono sacrifici di una vita".

Quindi via tutto? Difficile. Ipotizziamo questa situazione: la legge di stabilità 2016 porterà all'abolizione della Tasi sulla prima casa per tutti i contribuenti, ma dell'Imu solo sui terreni agricoli (tutti) e dell'Imu sui macchinari imbullonati. Nel 2017, poi, scatterà una riduzione dell’IRES per le imprese dal 31% al 24%, mentre nel 2018 ci sarà un intervento sull’Irpef con probabile ridefinizione degli scaglioni di reddito.

Dicevamo della prima casa esentata per tutti i contribuenti dalla Tasi. Ok, ma le seconde case che 'fine' faranno? Ha tracciato la strada il sottosegretario all'economia Zanetti, secondo il quale al vaglio dell'Esecutivo c'è una possibile unificazione - in quella che molti chiamano Local Tax - di Imu e Tasi

L'eventuale 'fusione' di Imu e Tasi per le seconde Tasi, ha spiegato Zanetti, sarebbe l'unico altro intervento in tema al vaglio del governo, vista "la volontà di operare un intervento di riduzione della pressione fiscale sul comparto immobiliare che sia chiaro e inequivoco, tanto nella sua sostanza quanto nella sua percezione" che "induce a inserire questo provvedimento in un contesto di estrema chiarezza e cioè in un contesto in cui siano nulle, o comunque ridotte al minimo, le modifiche alla disciplina della fiscalità degli immobili nel suo complesso".

Qui però scatta il dilemma dell'aliquota da attribuire alla local tax o imposta unica. L'unione tra Imu e Tasi potrebbe portare l'aliquota massiva all'11,4 per mille, che altro non è che l'attuale aliquota massima delle due imposte più la maggiorazione dello 0,8 per mille concessa ai Comuni che hanno introdotto delle detrazioni sulla prima casa. 

Ma i comuni come faranno?

Prima di tutto perderanno circa 5 miliardi dall'abolizione renziana della TASI sulla prima casa, anche se pare che circa 3.8 miliardi potrebbero arrivare allo Stato da capannoni, alberghi e centri commerciali che passerebbero alle casse municipali. Detto questo, lo scenario che si materializzerà sulla Local Tax del futuro potrebber essere questo:

  • attribuzione ai Comuni dell’intero gettito derivante dall’IMU sui capannoni industriali;
  • attribuzione ai Comuni di una quota maggiore del gettito derivante dall’IMU sulla seconda casa (attualmente il 50% delle risorse derivanti da questo tributo va allo Stato);
  • introduzione della Local Tax come sommatoria di IMU e Tasi (per i contribuenti ai quali, eventualmente, spetterà comunque il pagamento);
  • semplificazione della nuova tassa sulla casa attraverso l’abolizione di aliquote e detrazioni e l’obbligo, per i Comuni, di inviare un bollettino di pagamento precompilato, ai contribuenti;
  • mantenimento della Tari
  • accorpamento in una nuova tassa, un canone di natura patrimoniale o tributaria, delle imposte comunali minori (Cosap, Tosap, Cimp) dovute, dai titolari di attività commerciali, per l’occupazione delle aree pubbliche, per la pubblicità e le affissioni.


Imu capannoni: sono gli alberghi quelli che stanno peggio

Ultima ma non per ultima, la speciale classifica delle attività commerciali più colpite dalle tasse sulla casa/immobili (e che in futuro dovranno servire da cuscinetto per coprire le perdite di introiti comunali derivanti dall'abolizione della TASI sulla prima casa). Secondo una rilevazione della Cgia di Mestre, al netto delle deduzioni fiscali, gli alberghi saranno le attività economiche più penalizzate. Pagheranno infatti mediamente quasi 12.000 euro. Seguono le grandi attività commerciali, con poco più di 8.000 euro, e i capannoni delle grandi industrie, con quasi 6.500 euro. Nel solo 2015 l'applicazione dell'Imu sugli immobili a uso produttivo costerà 10 miliardi di euro.