Imu, non è un Paese per ricchi: pagano prime case di lusso e castelli. Torna la Super Tasi

21/10/2015 2676

Galeotte furono le prime case di lusso. Che, a differenza di quanto qualcuno pensava, pagheranno regolarmente l'Imu così come i castelli e le ville: la legge di stabilità di Renzi verrà presentata oggi in Parlamento e al suo interno alcuni paletti saranno rigidi, per quel che riguarda le tasse sugli immobili.

Lo ha annunciato lo stesso premier su Facebook, dove ha preannunciato che le prime case di lusso continueranno a pagare l'IMU. "Non cambio idea sulle tasse sulla casa. Le categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli) non saranno esentate". In teoria, in una prima bozza della legge di stabilità, queste categorie erano state esentate dal pagamento della tassa ma poi il Governo ci ha ripensato. "Ironia della sorte - ha scritto ancora Renzi su FB -: i castelli furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché considerate residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 avranno lo stesso trattamento della misura del 2008".

Renzi ha motivato le scelte difendendo anche la sua politica più volte 'comparata', anche da membri del Pd, a quella di Berlusconi. "Noi non cambieremo idea come ha fatto lui nel 2011 che votò per rimettere l'Ici cabiandole il nome in IMU; noi non faremo pagare la differenza ai comuni".

Capitolo super TASI: ritorna la tassa dello 0,8 per mille applicabile su tutti gli immobili che non sono abitazioni principali per far arrivare all'11,4 per mille la richiesta congiunta di imposta municipale e tributo sui servizi. A lamentare la caduta della super-Tasi, introdotta nel 2014 per pareggiare i conti fra la vecchia e la nuova imposta, erano stati invece i sindaci.

La reintroduzione della super TASI vale intorno ai 350 milioni e aiuterebbe i sindaci a pareggiare le entrate con i livelli raggiunti quest'anno. Nelle tante traversie della Tasi, però, questa misura era stata introdotta per finanziare le detrazioni sul l'abitazione principale, che dall'anno prossimo non sarà più tassata salvo improbabili nuove sorprese.