Innovazione tecnologica di elementi prefabbricati con tecnologia NPS®

29/10/2015 3987

Caratteristiche di un nodo trave-pilastro performante e comportamento all’interno dei telai sismoresistenti

L’Università degli Studi di Udine, attraverso un finanziamento di Tecnostrutture, ha gestito un dottorato di ricerca condotto dall’ing. Alessandro Pieretto sul tema “INNOVAZIONE TECNOLOGICA DI ELEMENTI PREFABBRICATI CON TECNOLOGIA NPS® ” e da poco conclusosi.

Uno studio di 3 anni, focalizzato sulle connessioni tra travi autoportanti miste NPS® Basic o CLS e pilastri in calcestruzzo centrifugato ad alte prestazioni PTC® NPS®. Il nodo trave-pilastro è infatti un elemento critico sia per gli aspetti di rispondenza alla norma che per gli aspetti legati alla gestione in cantiere.

Poniamo alcune domande all’ing. Alessandro Pieretto, che ha conseguito il dottorato di ricerca approfondendo questa tematica.






Perché proprio il tema del nodo trave-pilastro?
Punto cruciale della prefabbricazione sono non tanto gli elementi singoli, quanto le connessioni tra questi ed in particolare i nodi tra travi e pilastri. Infatti non solo questi sono un elemento critico per la normativa, ma sono anche un elemento critico per il cantiere, perché sono i punti dove è più importante l’intervento delle squadre degli operai. Mentre infatti, i difetti nella realizzazione o nella posa di pilastri o travi sono generalmente facilmente individuabili e controllabili con interventi non molto invasivi, nei nodi, gli errori comportano una crisi non solo del nodo stesso ma anche dell’intera struttura ad essi più prossima e un intervento di recupero può essere veramente importante. Quindi il sistema costruttivo diventa vincente quando gli elementi sono semplici, performanti e tra loro facilmente assemblabili anche e soprattutto al variare delle tipologie dei prodotti impiegati.

Come si è svolto lo studio?
L’analisi è partita da un’indagine su alcuni test già effettuati da Tecnostrutture s.r.l. su connessioni trave-pilastro predisposte per indagarne il comportamento isteretico sotto carico ciclico. La ricerca quindi è proseguita andando a indagare sulle caratteristiche dei pilastri in calcestruzzo centrifugato PTC® NPS® per capire come questi influenzano la risposta di un edificio confrontandola con altre strutture similari, per poi concentrarsi nell’analisi del pannello nodale e valutarne l’efficacia.
Al termine si è effettuato un confronto lineare e non lineare tra edifici regolari e irregolari realizzati con tecnologie differenti (pilastri in c.a. tradizionale, pilastri in HPC, e pilastri in sezione mista acciaio calcestruzzo), al fine di valutare la possibilità di impiego della tecnologia studiata.

Come descriverebbe l’esperienza di un dottorato vissuto tra università e azienda?
Il dottorato così svolto permette di avere una visione chiara dei problemi ingegneristici da affrontare, senza soffermarsi troppo su aspetti che, seppur teoricamente interessanti, non hanno spesso risvolti pratici effettivi. Il supporto di una azienda è fondamentale per gli spunti di interesse che permettono di proporre corsi particolarmente mirati, mentre il supporto dell’università garantisce un rigore e una validità scientifica ai risultati. Il supporto e le indicazioni da entrambi i lati sono importanti e molto utili, ma sicuramente impegnativi da gestire, perché spesso le richieste sono conflittuali tra loro e bisogna trovare un punto di incontro tra le due parti.

Da sempre Tecnostrutture è impegnata nello studio di tecnologie avanzate e nell’attento controllo dei processi produttivi con l’obiettivo costante di affinare procedure e prodotti sempre più performanti e rispondenti alle esigenze del progettista e del committente oltre che nel rispetto della norma. Un’intensa attività di ricerca per cui l’azienda veneta si avvale della collaborazione di alcuni istituti universitari che dal 2000 ad oggi hanno seguito diverse prove condotte sulla gamma NPS® : prove di carico a flessione e a taglio, sismoresistenza dei nodi, prove sulla rigidezza delle strutture.