Jobs act dei lavoratori autonomi: OK per deduzione costi formazione, ma mancano molte cose

02/11/2015 1884

CONSIGLIO NAZIONALE INGEGNERI: UN JOBS ACT AUTONOMI CON QUALCHE LUCE E MOLTE ASSENZE

Il Presidente del CNI commenta la bozza preliminare del disegno di legge che dovrebbe essere allegato alla Legge di Stabilità.

Zambrano: “Alcune misure presenti nella bozza sono sicuramente importanti. Come la totale deducibilità delle spese per la formazione, che chiediamo da anni. Tuttavia, nel documento sono assenti capitoli che riteniamo fondamentali: il lavoro inquadrato sotto forma societaria, l’accesso ai fondi europei, la valorizzazione degli ordini come strutture di servizio per gli iscritti”.

E’ stata resa nota la bozza preliminare del disegno di legge, il cosiddetto “Jobs act dei lavoratori autonomi”, che dovrebbe essere presentato come allegato alla Legge di Stabilità. Attraverso questo intervento, il Governo intende finalmente occuparsi di una nutrita categoria di lavoratori, le cui esigenze e istanze sono state sin qui quasi completamente trascurate. Sull’argomento è intervenuto il Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ha espresso una prima valutazione sul documento.

“Alcune misure presenti nella bozza del disegno di legge – ha commentato Armando Zambrano, Presidente del CNI – sono sicuramente importanti. Finalmente si prende atto che il mondo degli autonomi, delle partite IVA, delle professioni ordinistiche e non, necessita di un’attenzione mirata e peculiare. Se non altro perché parliamo di milioni di lavoratori. Ci auguriamo di poter discutere al più presto di un provvedimento ufficiale e non di una semplice bozza”.

“E’ presente, in particolare, una misura che come CNI e come Rete delle Professioni Tecniche chiediamo da anni, ossia la totale deducibilità delle spese per la formazione continua. Anche se ci saremmo aspettati che tale intervento venisse subito inserito nel Ddl Stabilità. Altre misure che condividiamo sono quelle sulla maternità e l’applicazione del rito del lavoro nelle controversie tra professionisti e committenti che, in questo modo, potranno essere risolte più rapidamente”.

“Tuttavia, nel documento mancano ancora capitoli fondamentali. Il primo riguarda l’organizzazione del lavoro professionale in forma societaria. Da anni chiediamo misure per far decollare le Società tra professionisti e consentire a queste ultime di competere ad armi pari con le Società di ingegneria.

Su questo aspetto il Governo interviene spesso in maniera assai discutibile, come dimostra la vicenda del DDl Concorrenza”. Altri punti importanti, assenti nella bozza del provvedimento, riguardano l’accesso ai fondi europei (ancora precluso a milioni di professionisti) e la valorizzazione degli Ordini come strutture di servizio agli iscritti. “Gli Ordini si fanno carico, senza alcun onere per le casse dello Stato, di tutta una serie di servizi per i propri iscritti, dalla formazione continua ai servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro e professionale. Ci aspettiamo che questo ruolo venga riconosciuto e valorizzato”.



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