Cronaca della crisi edilizia: anche per Mantovani la Cassa integraziona

02/11/2015 4355

Alla Mantovani è scattata la procedura per la cassa integrazione straordinaria (Cigs) per crisi.

Al momento sarebbe per un anno e riguarderà i 358 dipendenti del gruppo tra impiegati amministrativi a Padova , e operai dei cantieri di Venezia e Marghera. L’accordo con i sindacati di categoria è stato siglato a metà settimana all’ufficio del Lavoro della Città metropolitana di Venezia, città nella quale Mantovani ha la sede legale.

Il danno all’immagine per lo scandalo Mose, la carenza di commesse e i cantieri aperti ma quasi ultimati ha lasciato delle pesanti conseguenze.

L’accordo dei giorni scorsi segue quello sulla cassa integrazione ordinaria che da alcune settimane riguarda una ventina di operai dei cantieri di Marghera dove è in fase di ultimazione il Terminal portuale di Fusina, progetto realizzato e gestito dalla società Venice Ro-Port Mos, consorzio di imprese guidato da Mantovani, un investimento di 230 milioni di euro finanziato al 70% dalla società che sarà concessionaria per i prossimi 40 anni. È al Terminal che, nei giorni scorsi, si sono tenute le assemblee con i lavoratori. Azienda e sindacati, dopo aver avuto un incontro faccia a faccia, hanno accelerato il passo per arrivare alla sigla dell’accordo sulla Cigs per crisi aziendale prima dell’inizio di novembre che in applicazione del Job Act vede l’introduzione di nuove normative sugli ammortizzatori sociali.

«La crisi c’è ma sarà temporanea», dice Carmine Damiano, l’ex questore oggi presidente della società. «In Italia stiamo aspettando di avviare i cantieri per la Ragusa-Catania e per il rifacimento del Porto di Napoli ma di appalti importanti non se ne vedono e la vicenda del Mose ci ha sicuramente penalizzato», sostiene, «per questo stiamo guardando all’estero». In Tanzania, Maracco, Emirati Arabi in vista dell’Expo 2020 di Dubai, in Romania. «I lavori della piattaforma dell’Expo di Milano», aggiunge Carmine, «ci serviranno da biglietto da visita».