Capannoni amianto: ok al bonus fiscale 50% per la bonifica. Tutto sul credito di imposta specifico

06/11/2015 5032

Sono ufficiali, dal Collegato Ambiente alla Stabilità 2016, le agevolazioni fiscali (detrazioni al 50%) per gli imprenditori che bonificano i capannoni dall’amianto. Previsto un fondo da 10 milioni per la demolizione degli immobili abusivi, via libera idrogeologico per il rilascio del permesso di costruire e appalti verdi

Bonifica capannoni amianto
La legge di stabilità 2016 garantisce un credito di imposta del 50% per le imprese che effettuano interventi di rimozione dell’amianto. Questi gli stanziamenti: 5,536 milioni di euro per il 2015 e 6,018 milioni per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Il limite di spesa complessivo ammonta a 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. L’agevolazione non è invece riconosciuta per gli interventi di importo inferiore a 20 mila euro. Sarà più semplice bonificare i “siti di interesse comunitario”.

Demolizione degli immobili abusivi in area a rischio idrogeologico
Il ddl istituisce un fondo da 10 milioni di euro per il 2016 che servirà ad anticipare ai Comuni le risorse necessarie per la demolizione degli immobili abusivi, con priorità per quelli realizzati nelle aree a rischio idrogeologico.

Appalti e acquisti verdi della Pubblica Amministrazione
Diventa obbligatorio il Gpp per gli “acquisti verdi” della Pa per alcuni settori, mentre per altri l'obbligo si limita al 50% delle forniture. La norma interviene anche sul “Codice appalti” (Dlgs 163/06).

Danno ambientale
Previsto il ripristino ambientale nei siti di interesse nazionale. Per le bonifiche dei Sin, nasce l’articolo 306­bis al d.lgs.152/2006, che reca nuove regole per la determinazione delle misure per il risarcimento del danno ambientale e il ripristino ambientale dei Sin con l’introduzione di una proposta transattiva che il ministero dell’Ambiente valuterà.

Strutture mobili e temporanee
I manufatti leggeri, prefabbricati, roulottes, campers, case mobili e imbarcazioni non potranno essere considerati come nuove costruzioni se installati per soddisfare esigenze temporanee o se si trovano in strutture ricettive autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore. In questi casi, non è necessario il permesso di costruire. Il ddl interviene sul Testo unico dell'edilizia (Dpr 380/2001) eliminando i riferimenti alla tipologia di ancoraggio al suolo.

Permesso di costruire e vincolo idrogeologico
In sede di rilascio del permesso di costruire, diventerà vincolante il parere dell’autorità competente in materia di assetto e vincolo idrogeologico che lo Sportello unico per l’edilizia dovrà acquisire, direttamente o mediante conferenza di servizi. Il permesso di costruire non potrà inoltre formarsi per silenzio assenso in presenza di vincoli idrogeologici.

VADEMECUM: cos'è il credito di imposta e chi lo può ottenere
Il credito di imposta è un credito di cui è titolare il contribuente nei confronti dell'Erario. Può essere destinato a compensare i debiti, a diminuire le imposte dovute oppure, in alcuni casi, se ne può richiedere il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

Nella fattispecie in questione, il credito di imposta riconosciuto alle imprese che si impegneranno nella rimozione dell’amianto potrà essere usato solo per la compensazione di debiti esistenti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Il beneficio è riconosciuto ai titolari di reddito d'impresa che nel 2016 effettueranno interventi di bonifica dell'amianto su beni e strutture produttive. 

Il credito di imposta sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo. La prima sarà utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del periodo di imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli interventi di bonifica. Le altre verranno utilizzate nelle dichiarazioni dei redditi dei periodi di imposta successivi. Dal momento che il beneficio è riconosciuto per gli interventi realizzati nel 2016, gli anni in cui utilizzare il credito d’imposta saranno il 2017, 2018 e 2019.

Il credito di imposta non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile Irap. Per usufruire del credito di imposta si dovrà compilare il modello F24 online. Le altre istruzioni operative saranno contenute in un decreto del Ministero dell’Ambiente, da adottare in collaborazione con il Ministero dell'economia e delle finanze.