Tasi instabile: probabile ok all'esenzione per genitori separati ma no a seconda casa per figli

11/11/2015 2191

Una è meglio di niente, ma un due su due sarà molto improbabile: oggi pomeriggio in Commissione Affari e Bilancio del Senato, all'interno della discussione sul testo della Legge di Stabilità, inizia il focus sulla Tasi ed eventuali esenzioni supplettive. Si va verso quella per i genitori separati mentre permangono diversi dubbi sull'esenzione seconda casa per parenti di primo grado (genitori o figli)

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Esenzione Tasi per genitori separati: più SI che NO
La proposta, che ha ottime probabilità di essere accettata, prevede l'esenzione dalla Tasi sulla prima casa per i coniugi separati, proprietari dell'abitazione, lasciata all'ex coniuge. Sul tema è intervenuto anche il presidente dell'Istituto studi sulla Paternità, Maurizio Quilici, il quale spera che il Governo, vista la situazione 'drammatica' di molti padri separati, "tenga in conto che sarebbe comunque un'iniziativa opportuna".

"Mi sembra una proposta giusta ed equa perché nella separazione, e poi in una prima fase dopo questa, il padre è la parte debole. Perché in quasi 2 casi su 3 la separazione è chiesta dalla donna e l'uomo la subisce - ha detto Quillici - Poi deve lasciare casa in tempi rapidi e trovare soluzione abitativa per sé. La madre è sempre il genitore convivente e quindi i figli restano sempre con la madre. Poi c'è un assegno per i figli e spesso un assegno perequativo per l'ex. L'affido condiviso, che prevedrebbe un rapporto 'equilibrato e continuativo' con entrambi i genitori è totalmente disatteso nella sostanza. E i padri separati che non ce la fanno economicamente sono tanti. Senz'altro più numerosi di quelli che fanno le acrobazie per nascondere i propri redditi re non versare il dovuto".

Esenzione Tasi e Imu seconda casa per figli e genitori: più NO che SI
Permangono grossi dubbi, invece, sull'esenzione di TASI e IMU sulla seconda casa data in comodato d'uso ai figli (oppure viceversa). Si tratterebbe di un'operazione che coinvolgerebbe 2,48 milioni di famiglie, pari al 9,6% del totale italiano.