Con Progetto Egadi, ENEA presenta il suo modello pilota di turismo sostenibile

26/11/2015 2247
In un anno nell’Arcipelago i visitatori sono aumentati del 7%
Si chiama ‘Progetto Egadi’ ed è il primo modello di turismo sostenibile sviluppato e certificato da un’istituzione scientifica con l’obiettivo di offrire un esempio di gestione ecocompatibile dei servizi e del territorio e, allo stesso tempo, valorizzare e rendere più competitiva l’offerta turistica.
Tutto questo nell’area marina protetta più grande d’Europa, 53 mila ettari di ecosistema prezioso e fragile, dove ogni anno nei mesi estivi ai 4mila abitanti della comunità locale si sommano oltre 400mila visitatori.
L’intervento ENEA oltre alla formazione, all’informazione, alla mappatura del territorio e alle indagini sul rischio idrogeologico ha riguardato la riduzione dei rifiuti (5 tonnellate di plastica in meno in 14 mesi), la produzione di fertilizzante sfruttando la raccolta differenziata, l’introduzione di un marchio di qualità ambientale e un brevetto per gestire i residui spiaggiati di Posidonia. E in un anno, nelle Egadi, i visitatori sono aumentati del 7%.
I risultati del Progetto, che ha vinto il Premio Smart Communities SMAU Milano 2015, sono stati presentati nel corso del convegno “Il turismo sostenibile come motore per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio - Il progetto Egadi, un modello pilota ad alta replicabilità”, che si è tenuto a Roma.
Nell’ambito del Progetto, a Favignana sono stati realizzati un impianto di compostaggio per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti da raccolta differenziata in fertilizzante per il terreno; il trattamento e riuso delle acque reflue e l’installazione di una ‘casa dell’acqua’, alimentata con pannelli fotovoltaici, per ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica. In 14 mesi sono stati erogati oltre 200mila litri di acqua ed evitate oltre 5 tonnellate di rifiuti di plastica, peso equivalente a quasi 140mila bottiglie da 1,5 litri.
IL BREVETTO SULL’UTILIZZO DELLA POSEIDONIA. L’ENEA ha anche brevettato una procedura (che ha vinto il premio Green Coast Award 2013) per far sì che i residui spiaggiati di Posidonia oceanica, non vengano smaltiti come rifiuti ma reimpiantati sui fondali: si sono così accresciute le foreste di Posidonia, importantissime per l’ecosistema marino perché in grado di assorbire grandi quantitativi di CO2 e habitat ideale per la riproduzione di numerose specie ittiche.
CERTIFICAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ. È stato inoltre creato un marchio di qualità ambientale per le imprese locali che hanno intrapreso un percorso di miglioramento e riduzione dell’impatto ambientale delle loro attività, anche ai fini della valorizzazione dell’offerta turistica. Sono già 60 le imprese che hanno ottenuto la certificazione - gestita dall’Area Marina Protetta delle Egadi - per aver rispettato i criteri di sostenibilità indicati per ciascuna categoria turistica (ristoranti, bar, centri di balneazione, alberghi, attività di noleggio, ormeggio, pescaturismo, centri di immersione e trasporto passeggeri).
L’ENEA ha anche pubblicato all’indirizzo progettoegadi.enea.it diverse best practice e benchmark per aiutare i gestori ad analizzare i propri consumi e capire come ridurli. Oltre alle attività di informazione e formazione nelle scuole, l’Agenzia ha realizzato 28 itinerari subacquei per Favignana, Marettimo e Levanzo, raccolti in due volumi “Itinerari sommersi delle Isole Egadi” (appositi QR Code consentono la consultazione anche su smartphone) e pubblicati sul sito egadi.santateresa.enea.it.
Il Progetto EGADI è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Favignana, che comprende anche le isole di Marettimo e Levanzo, e l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi (AMP) con finanziamenti del MIUR, nell’ambito dell’iniziativa “Ecoinnovazione in Sicilia – Supporto allo sviluppo delle attività produttive del Sud: interventi pilota per la sostenibilità e la competitività”.
Per il testo completo con le dichiarazioni di alcuni relatori: Progetto Egadi

Per il video: EGADI, modello pilota di turismo sostenibile