Governo del territorio: gli ingegneri ne dibattono al Convegno CeNSU

27/11/2015 2353

E' l'obiettivo del convegno  "La formazione urbanistica dell'ingegnere e il governo del territorio", organizzato da CeNSU all'hotel Quirinale a Roma giovedì 26 e venerdì 27 novembre. Un'occasione per riflettere sulla programmazione degli interventi urbanistici anche di fronte alla fragilità dimostrata dal suolo nazionale. 

Comprendere quale ruolo assume la pianificazione urbanistica oggi e cercare di stabilire un percorso comune tra tecnici e istituzioni, anche alla luce del contributo che a questa attività può offrire il mondo dell'ingegneria grazie alla poliedricità della sua formazione: sono alcuni degli elementi centrali del convegno  in corso a Roma presso l'Hotel Quirinale "La formazione urbanistica dell'ingegnere e il governo del territorio", organizzato da CeNSU proprio in occasione del cinquantesimo anno di nascita del Centro Nazionale di Studi Urbanistici.  
 
I 50 anni del CeNSU, attraverso l'assise romana, possono pertanto ben rappresentare l'opportunità sia di individuare le criticità e i possibili nuovi indirizzi della pianificazione territoriale italiana, sia illustrare il ruolo chiave nel settore delle competenze ingegneristiche sempre più impegnate in alcuni comparti chiavi per la sicurezza del territorio come la gestione dei rischi naturali, la regolamentazione dei corpi idrici, la progettazione delle infrastrutture, la difesa del suolo, la conservazione dell’ambiente naturale. In un tempo in cui la complessità crescente degli insediamenti umani richiede approcci poliedrici e multidisciplinari, "Crediamo nelle grandi potenzialità della figura dell’ingegnere, sia per il contributo specifico, che per le capacità di sintesi progettuale. L’ingegnere assume la tecnica come riferimento per la soluzione dei problemi, ben sapendo che la tecnica ha in sé dei limiti intrinseci e altri gliene pone la società" spiega Maurizio Tira Presidente di CeNSU, che prosegue "Affermare un ruolo e ancor più un’identità non significa minimamente sminuire gli altri, anzi consente di meglio comprendere le diversità. Quindi le aperture alle collaborazioni con le professioni che in Italia e all’estero si cimentano nel governo del territorio sono continue, come testimonia l’accordo di collaborazione per la formazione siglato nel 2013 con l’Istituto Nazionale di Urbanistica". 
"Il ruolo del CeNSU in questi anni  - spiega il presidente del Cni Armando Zambrano - è stato fondamentale nelle definizione degli equilibri dello sviluppo territoriale italiano, mantenendo un ruolo di primo piano nell'accompagnare la programmazione degli interventi confrontandosi con le amministrazioni e supportando l'attività degli ingegneri, i quali sono a ben diritto in grado assumersi responsabilità crescenti nell'individuazione di quei piani e programmi di sviluppo territoriali che, tenendo insieme tutela ambientale e sviluppo economico, superino i limiti imposti dalla burocrazia e siano capaci di convogliare investimenti improntati alla green economy". 
In cinquanta anni di attività, il CeNSU ha attivamente partecipato al dibattito urbanistico del Paese, elaborando o reagendo a progetti di legge, approfondendo la conoscenza delle diverse normative urbanistiche regionali, organizzando convegni e corsi di formazione sul territorio italiano, grazie anche alle sue sezioni regionali e provinciali. Da poco si è aperto anche alla dimensione internazionale, partecipando al progetto Spatial Planning and Energy for Communities In All Landscapes (SPECIAL), coordinato da The Town and Country Planning Association (TCPA) di Londra e finanziato dall’Agenzia Intelligent Energy Europe.
La pianificazione territoriale e l’urbanistica stanno vivendo una stagione particolare, per i cambiamenti che toccano i valori posti a fondamento delle scelte dei piani e dei progetti e al tempo stesso per le sfide che minacciano la città contemporanea, spiegano gli organizzatori dell'appuntamento. Nel panorama della regolazione del territorio, grande rilievo ha assunto il cambio di paradigma e conseguentemente di terminologia, da “urbanistica” a “governo del territorio”. Si tratta di un cambiamento radicale che non è solo e tanto di descrizione normativa e costituzionale, piuttosto di un nuovo approccio alla tematica secondo principi, strumenti, modalità procedurali differenti rispetto al passato.