Dissesto,Collegato ambientale: in arrivo un Fondo x la progettazione degli interventi di mitigazione

23/12/2015 2089

“Sono novità importanti che supportano concretamente la nostra azione sia nel settore della prevenzione dal dissesto idrogeologico, sia per l’ammodernamento della rete idrica nazionale. 

La scelta del Parlamento, che soddisfa pienamente le esigenze di #Italiasicura, ha portato all’approvazione di una legge che entra concretamente nel merito delle due materie oggetto del nostro lavoro con l’individuazione di strumenti capaci di accelerare da un lato la progettazione delle opere antiemergenza e la tutela dell’assetto del territorio e dall’altro la creazione di un fondo di garanzia che finalmente ha l’obiettivo di rendere più moderna e più efficiente la rete idrica del Paese”. Così Mauro Grassi, responsabile della Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche ha sintetizzato gli effetti del Collegato ambientale votato dal Parlamento.
 
Con l’approvazione del Collegato ambientale, infatti, è stato istituito un Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, che avrà l’obiettivo di finanziare l’avanzamento della progettazione delle opere per il contrasto al dissesto.

Il Fondo – dotato di 100 milioni di euro assegnati dal CIPE con la delibera n. 32/2015 – funzionerà con un meccanismo di rotazione che consentirà di rifondere quanto anticipato al momento del finanziamento dell’opera.
La Struttura di Missione #Italiasicura sta già lavorando con il Ministero dell’Ambiente alla predisposizione del regolamento per garantire in breve tempo l’operatività del Fondo, che si pone l’obiettivo di recuperare il ritardo nella progettazione delle opere contro frane e alluvioni che rappresenta uno degli ostacoli all’apertura dei cantieri.
Con lo stesso Collegato ambientale risultano rafforzati, inoltre, i vincoli a tutela dell’assetto idrogeologico, con particolare riferimento all’attività edilizia e alla disciplina del silenzio assenso, mentre, per la prima volta in Italia, una dotazione pari a 10 milioni di euro è stata destinata ad interventi di rimozione o demolizione di immobili abusivi realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato. Una scelta che conferma come la migliore prevenzione possibile sia quella di rispettare i vincoli di pericolosità che è la natura stessa a imporre: le case e le infrastrutture non devono essere più costruite in aree esposte al rischio di frane o di alluvione. 
Importanti novità anche per il settore idrico, con l’istituzione di un Fondo di garanzia per il potenziamento delle infrastrutture idriche, comprese le reti di fognatura e depurazione, la cui realizzazione risulterà essenziale per il superamento delle procedure di infrazione comunitaria che porteranno, a partire dal 2016, alla applicazione di sanzioni  all’Italia.