Caso Ilva: gli ingegneri a disposizione per valutare i progetti in campo

19/05/2016 2331
Nel corso della conferenza stampa di stamane il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha presentato il convegno “Ripensare l’industria siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive”, in programma a Taranto nella metà di settembre.
Zambrano: “Non propendiamo per una soluzione o l’altra. Una volta che la politica renderà note le propriescelte, metteremo a disposizione le nostre competenze per operare una verifica oggettiva dei progetti in campo”.
Emiliano: “Questo convegno sull’Ilva di Taranto è una sorta di intervento patriottico col quale voi ingegneri mettete assieme tutti gli elementi che possano aiutare chi di dovere a prendere una difficile decisione” Si è tenuta stamane, presso la sede del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, la conferenza stampa di presentazione del convegno “Ripensare l’industria siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive”, che si terrà a Taranto nella metà di settembre.
 
“L’impegno degli ingegneri italiani sul caso Ilva parte da lontano – ha detto Armando Zambrano, Presidente del CNI, nel suo intervento iniziale -. Oltre al tema della sicurezza, nostro compito istituzionale, già nel 2014 ci eravamo chiesti quale potesse essere il futuro della siderurgia italiana, attraverso una ricerca del nostro Centro Studi. Nel frattempo si sono succeduti tanti decreti salva Ilva che, però, non hanno portato ad alcuna soluzione. A questo proposito vogliamo dire che noi non promuoviamo o sosteniamo alcun orientamento specifico, non propendiamo per una soluzione o l’altra.
Ciò che vogliamo fare, una volta che la politica renderà note le proprie scelte, è mettere a disposizione le nostre competenze per operare una verifica oggettiva dei progetti in campo, basata sulla tutela dell’ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini”.
Il tema, già di fondamentale importanza, è diventato di strettissima attualità dopo la recente notiziadell’avvio di un procedimento, da parte della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, a carico dello Stato italiano per non aver tutelato la vita e la salute dei cittadini di Taranto dagli effetti nocivi delle emissioni del polo siderurgico di Taranto. In questo modo si ripropone l’urgenza di individuare una “soluzione ragionevole” ad un problema che non riguarda il solo territorio pugliese, ma l’intero Paese.
“Di Ilva si parla da tanto tempo – ha aggiunto poi Antonio Curri, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Taranto -. Noi ingegneri vogliamo dire la nostra sul tema, avendo tutte le competenze necessarie per farlo”.
Gli fa eco il Consigliere CNI Angelo Masi, promotore del convegno: “Dall’indagine effettuata dal nostro Centro Studi risulta che gli ingegneri italiani sono ancora favorevoli alla produzione da parte dell’Ilva, purché vengano offerte tutte le garanzie possibili. A questo punto attendiamo che la politica faccia la sua parte. Una volta esaminati decreti e norme, saremo pronti a dare il nostro contributo tecnico. In questo senso il convegno di settembre sarà un importante momento di confronto”.
E’ stata quindi la volta del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha manifestato vicinanza nei confronti degli ingegneri, i cui pareri sul caso Ilva in passato sono stati spesso ignorati, al pari di quelli degli stessi pugliesi.“Considero il vostro un intervento patriottico – ha detto -. Nel senso che con questo convegno sull’Ilva di Taranto puntate a mettere assieme tutti gli elementi che possano aiutare chi di dovere a prendere una difficile decisione”. Ha poi aggiunto: “Senza un approccio tecnico alle questioni non si ottiene nulla. Il quadro a Taranto è complesso. La storia dell’Ilva è drammatica. Intanto pende un processo presso la Corte d’Assise di Taranto che parte dall’ipotesi che i fumi nell’aria abbiano avvelenato la catena alimentare e dove la Regione è parte civile. Poi ci sono le procedure di infrazione delle normative europee. Infine, l’ipotesi che i decreti del Governo sull’Ilva non siano compatibili con la dichiarazione dei diritti dell’uomo. Insomma, siamo di fronte ad una vicenda complicata che necessita di accurate valutazioni tecniche e per quelle servono gli ingegneri”. Su alcune questioni specifiche si è soffermata, in conclusione, Barbara Valenzano, Direttoredel Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia, la quale tra le altre cose ha detto: “Il grande problema dell’Ilva è che è difficile immaginare oggi un impianto del genere così vicino ad una città come Taranto che si definisce europea”.

Alla conferenza ha partecipato anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Davide Crippa che, oltre a sottolineare un problema di tempistiche, ha sollevato dubbi in merito alle intenzioni degli imprenditori coinvolti di conservare la produzione dell’Ilva così com’è. A questa obiezione sia Zambrano che Emiliano hanno auspicato che il convegno di settembre spinga la politica a fare scelte precise, a decidere, per esempio, se l’Ilva è strategica oppure no. A quel punto gli ingegneri faranno le proprie valutazioni tecniche e il governo della Regione quelle politiche. 

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