CNI: approvate le linee guida italiane sulla professione di Ingegnere Biomedico

Luca Radice, presidente commissione Biomedica Ord. Ing. Monza e della Brianza, cofondatore del Comitato Promotore per il riconoscimento giuridico della professione di ingegnere biomedico e clinico – Cigno Nero.
 
Con circolare n. 743 (1) del 06/06/2016 il CNI ha approvato i documenti con la Proposta per il riconoscimento dell’oggetto e dei limiti della professione dell’ingegnere Biomedico.
Questi documenti erano stati preparati, allo scopo di fornire una linea guida per inquadrare questa professione, dai membri della commissione per il Riconoscimento delle figure professionali in seno al Gruppo di Coordinamento Nazionale delle commissioni ordinariali italiane di Ingegneria Biomedica presieduto dal prof. Sergio Cerutti. I lavori per questi documenti presero avvio nel settembre 2010 e riuscirono a creare unione da nord a sud tra gli incaricati degli Ordini che vi presero parte.
Già nella mozione conclusiva del 60° Congresso Nazionale degli Ingegneri si leggeva l’impegno del CNI a sostenere le iniziative a favore dell’attività professionale nel campo dell’Ingegneria Biomedica (2).
Nella sopra citata circolare il CNI ribadisce, ancora una volta, l’importanza del parere del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) a firma del relatore Edgardo Maria IOZIA e del correlatore Dirk JARRÉ, pubblicato sulla G.U.C.E. del 4 settembre 2015 (3), e si pone con impegno a sostegno di tale parere per promuovere ogni iniziativa affinché la figura dell'ingegnere biomedico sia riconosciuta nella Direttiva UE sulle qualifiche professionali e dalla legislazione italiana.
A tale proposito Edgardo Maria Iozia e Leandro Pecchia, rispettivamente presidente e cofondatore dell’italianissimo Comitato per il riconoscimento giuridico della professione di ingegneria biomedica e clinica - Cigno Nero, hanno partecipato a Bruxelles alla riunione del neo formato Gruppo interparlamentare europeo per l’ingegneria Biomedica e Clinica che si prefigge lo scopo di continuare le valutazioni per il riconoscimento europeo di questa professione.
L’iniziativa del CESE e del Parlamento Europeo sono servite e serviranno da stimolo per sbloccare una serie di attività istituzionali anche in Italia.
Siamo molto soddisfatti che l’iter di approvazione di questi due documenti si sia concluso positivamente con l’approvazione del CNI augurandoci che questi documenti siano ora adottati da tutti gli Ordini Territoriali degli ingegneri.
È importante ora rafforzare la collaborazione tra autorità competenti, ordini, università e associazioni italiane interessate a questa professione.